Il volo del colibrì

Il volo del Colibrì di Paulina Acosta

Ho avuto la fortuna di conoscere di persona Paulina e posso dire che la sua storia è veramente ispirante.

Dalla pulizia dei bagni di Roma alla presentazione di un libro al Senato della Repubblica il passo è determinato solo dalla nostre convinzioni.

Paulina è sicuramente un esempio per quanti sanno che il duro lavoro non basta a cambiare la vita ma che è il terreno giusto su cui piantare il seme dello sviluppo personale, avendo ogni giorno la forza di cambiare traiettoria fino a quando il sogno non si realizza.

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Questo è un estratto del “Volo del Colibrì”

Poco a poco il lavoro di cameriera non mi accontentava più come prima ed ero alla ricerca di qualcos’altro. Non sapevo esattamente cosa. Infatti nella vita se non abbiamo le idee chiare passa tanto tempo e lasciamo passare i migliori anni senza sapere dove investire la nostra energia, capacità e i nostri talenti.

Volevo migliorarmi ogni volta di più perché facendo così, insegnavo alla mia squadra e la qualità del servizio migliorava. Volevo imparare tutto riguardo ai vini, ma i corsi costavano tanto perciò mi era venuta l’idea di lavorare gratis in un locale solo di vini, per tre mesi facevo avanti e indietro dal ristorante al locale avevo voglia di cambiare orario e posto di lavoro, non volevo più puzzare di fritto e finire all’una o alle due di notte; il locale di vini e cultura era più bello e raffinato, in un quartiere carino e mi piaceva l’eleganza delle persone che entravano.

Piano piano divenni consapevole che il ristorante non mi piaceva più ed ero triste perché lavoravo senza voglia, volevo cambiare, ma non sapevo fare altro che lavare piatti e metterli a tavola. Sono andata via perché non potevo più continuare a lavorare in nero.

Avevo il lavoro fisso di cameriera, ma ogni tre mesi, cambiavo lavoro, ho fatto tanti lavori diversi, sapevo fare tutto ma allo stesso momento non sapevo fare niente.

Visto che sapevo l’inglese ho mandato dei curricula ad altri hotel specificando che mi potevano assumere come receptionist, ma tutti mi chiedevano esperienza, ed io non ce l’avevo, chiedevo loro di darmi l’opportunità di provare, ma nulla: tutti chiedono esperienza e nessuno mi dava la possibilità di iniziare a farla. Nonostante ciò continuavo a mandare curricula, ed all’ inizio i colloqui erano stressanti, mi sudavano le mani, mi tremava la voce, mi mettevano tanta tantissima paura, ansia ed il battito cardiaco aumentava molto, erano orribili perché mi sentivo sottoposta ad esame come un topo, scrutato con una lente di ingrandimento, pronto ad essere analizzato, studiato e alla fine il verdetto finale: serve o non serve.

paulina acosta

paulina acosta

Visto che era una tortura farli, ma il desiderio di cambiare era forte, ho deciso di cambiare atteggiamento e non preoccuparmi più di essere presa o no, bensì di acquisire sicurezza, di gestire le mie emozioni e decisi di imparare su me stessa e sugli altri, osservandomi, analizzandomi, ascoltando, così da essere io chi dava il verdetto finale a me stessa, colloquio dopo colloquio facendo così cominciavo a divertirmi, tanto erano sempre le stesse domande, le stesse posizioni con il linguaggio del corpo (avevo comprato un libro che si intitolava cosi), sempre gli stessi atteggiamenti di superiorità da parte del “responsabile della selezione del personale” ma cominciavo ad essere più sicura e mi mettevo nei panni di essere io “il responsabile della selezione del mio futuro capo” così, se non mi piacevano, non andavo più.

Un giorno un tour operator mi chiamò, ero felicissima di cambiare lavoro, mi avevano accettato anche se non avevo esperienza, tanto l’avrei acquisita con loro, avrei fatto pratica e se tutto andava bene, mi avrebbero fatto il contratto. Ero felice, nuove prospettive, l’unica cosa che non mi piaceva era di stare in una scrivania, al telefono con un computer, chiusa in quattro mura, questo mi faceva sentire morta, mi sentivo di soffocare, marcire piano piano ed ogni mattina era un vero sacrificio andare in ufficio, provavo a vedere le cose positive: almeno ero seduta, le gambe e la schiena riposavano, avevo le mani curate e profumavo! Per sei mesi ho lavorato dalle otto del mattino alle tre del pomeriggio dal tour operator, e poi prendevo il mio bellissimo cinquantino per arrivare al ristorante dell’hotel e cominciare dalle cinque del pomeriggio ed andavo avanti fino a che l’ultimo cliente decideva di andare via.

Purtroppo ero scoppiata dalla stanchezza e dalla sofferenza perché stare chiusa mi rattristiva e nonostante provassi a convincermi che tutto era meglio nell’altro posto avevo deciso di rimanere al ristorante. Ho fatto la prova anche se in fondo già lo sapevo che non era un lavoro per me, nel mio paese quando decisi di studiare per essere Guida Turistica anziché esperta in Agenzia di Viaggi o Tour Operator era perché a me piaceva sentirmi libera, girare dappertutto, vedere visi diversi, muovere il mio corpo. Lo stare seduta su una sedia da scrivania per me è stato come stare seduti sulla sedia elettrica pronta per l’esecuzione, mancava solo di legare le mani al bracciolo della sedia! Ma i lacci c’erano anche intorno alle mie mani sopra il computer a digitare i testi, ero veloce e mi piaceva perché al liceo avevo studiato “segretariato Bilingue”, ma dopo mezz’ora seduta morivo, anche se rispettavo molto chi poteva fare un lavoro così. Spesso mi chiedevo come potevano sopportare tante ore seduti. Ancora oggi tanti non capiscono com’è che io non riesco ad stare seduta e non riesco ad stare ferma.

Come ho già detto, con i miei fratelli avevo un bellissimo rapporto, litigavamo ogni tanto ma allo stesso momento condividevamo tutto! Uscivamo a ballare, guardavamo film, mio fratello faceva popcorn per tutti e tutte le sere cucinava per noi, era il nostro chef privato fin quando si è stufato non solo di cucinare ma proprio di vivere in questo paese e decise di punto in bianco di tornare in patria, io ero scioccata non me lo aspettavo, nessuno di noi se lo aspettava, credevo che scherzasse invece parlava sul serio e il giorno dopo era partito… quell’ aeroporto quel maledetto aeroporto!

Mia madre non era venuta e non si sono salutati, invece mia sorella, la sua fidanzata ed io lo abbiamo accompagnato e fino all’ultimo momento lo avevamo pregato di non andare via; adesso sono passati quasi sei anni, ma sento che mi manca tanto e ogni giorno che passa e da quel “a presto” che ci siamo detti, cerco in tutti i modi di convincermi che lui è felice là, lui ha una mente prodigiosa, è molto intelligente e già da bambino aveva tanta dimestichezza con i numeri, ora dirige cinque aziende e sta avviando la sua attività in proprio, so che se fosse rimasto qui avrebbe per tutta la vita fatto l’idraulico e avrebbe sofferto tantissimo.

Poi, con il passare dei giorni ho messo da parte la voglia di cambiare e ho continuato ad imparare dal mio capo nell’hotel, non capivo per niente le sue scelte, le sue decisioni, e facevo sforzi enormi per comprenderlo, tutti mi dicevano che non dovevo capire niente, che il mio compito era solo fare e far fare alla squadra quello che lui chiedeva, è vero non avevo scelta dovevo fare e basta, ma io volevo imparare, volevo ragionare come lui, visto che sognavo di avviare una mia attività; nessuno mi insegnava niente, mi arrabbiavo, ma niente cambiava.

Ho cominciato un corso per insegnare lo spagnolo così avrei potuto lavorare, l’idea di insegnare la mia lingua mi piaceva e piano piano imparavo l’arte dell’insegnare e continuavo a inviare curricula ma non più a ristoranti o alberghi, puntavo su scuole di lingua, istituzioni che operavano all’estero e alla posta italiana. Ma non ho mai ricevuto nessuna risposta.

Un giorno il mio guru mi aveva chiamata molto entusiasta per parlarmi di un’attività nuova, ma dopo un mese però mi aveva detto che non era niente di importante. Subito dopo un’amica sua mi chiama per parlarmi di questa attività, mi ero lasciata condizionare dal commento del mio guru e ho rimandato l’appuntamento per tre mesi, non avevo il coraggio di dirgli di no perché era amica del mio guru. Al quarto mese sono andata all’appuntamento soltanto perché la smettesse di telefonarmi ed invece ho trovato l’attività dei miei sogni: lavorare con chi volevo, quando volevo, dove volevo, come volevo, non avevo limiti né di guadagno né di territorio, potevo lavorare per l’importanza non per l’urgenza, cioè avrei potuto accumulare denaro a vita svolgendo questa attività fantastica e soprattutto meritocratica. Ho percepito nei miei pensieri che questa era l’opportunità che ho sempre sognato: parlo del lavoro in rete o network marketing. Conoscevo pochissime persone, ma non mi scoraggiai e cominciai! È stato solo in questo momento che ho capito l’importanza di aprirmi e fare amicizie, sono passata dal non parlare con nessuno a fermare la gente per la strada e tentare di fare amicizia, ero così entusiasta dell’idea di creare una rete a livello nazionale e internazionale, avrei potuto viaggiare, lavorare e parlare le lingue, avrei potuto rimanere quanto volevo in ogni parte del mondo senza dover rientrare perché le ferie erano finite, avevo intravisto per la prima volta nella mia vita la libertà. Una speranza che si concretizzava e la possibilità di avviare con un piccolo investimento una mia attività.

Mia madre però era contraria, diceva che era una setta, che mi avevano fatto il lavaggio del cervello, che dovevo essere realista, cosa che mia madre chiedeva sempre, ma io non ho mai potuto accontentarla.

La prima cosa che mi venne detta era che se i miei genitori non erano ricchi, non avrebbero mai potuto insegnarmi ad esserlo e anche se volevo loro tantissimo bene per un po’ non avrei dovuto dar loro ascolto. E così fu, mia madre mi aveva fatto scegliere tra lei o “quella setta” al che io le risposi che nonostante le volessi tantissimo bene, avrei svolto quella attività proprio per amore verso lei e i miei fratelli, e che non volevo rimanere a pulire stanze, o lavare piatti per il resto della mia vita, visto che fino a quel momento era l’unica cosa che avevo svolto, le avevo detto che tutti i sacrifici che lei aveva fatto per farmi studiare e tutta la sofferenza della lontananza non si potevano buttare pensando di restare a pulire piatti.

Avevo visto una piccola luce e speranza di cambiamento, sognare, volare, per questo doveva lasciarmi stare. Avevamo litigato fortemente, erano anni che non ricordavo una lite così, e per più di sei mesi non ci siamo parlate. Soffrivo moltissimo, ma ero convinta della mia scelta e sapevo che un giorno l’avrei trascinata con me e i miei fratelli. Per me tutto era un’incognita ma dentro di me sentivo una forza che mi spingeva ad agire e mi dava coraggio.

 

E visita il suo sito dove troverai oltre al libro anche risorse gratuite.

http://alexandraobando.com/

 

Il volo del colibrì

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A Cava dei Tirreni il 13 aprile la formazione professionale di Max Formisano

Max Formisano per Hi Performance

Se non conosci Max Formisano può guardare questa bella intervista andata in onda su Rai Utile

A Cava dei Tirreni, il 13 Aprile, grazie ad Hi Performance, Max svolgerà un corso di una giornata dove potremmo capire meglio quale potere si cela dietro una buona gestione degli obiettivi personali o lavorativi.

Se ti interessano questi argomenti, ci sono ancora 4 giorni per poter partecipare ad un prezzo speciale a questo evento.

Questi sono gli argomenti del corso di Max Formisano :
– Scopo, principi, strategie, tecniche e leve di una buona formazione degli obiettivi
– Strategie per “scoprire” i propri obiettivi e focalizzarsi su quelli essenziali
– Risolvere il dilemma: condividere l’obiettivo o tenerlo “segreto”?
– Il modello “strategico” per la formazione degli obiettivi
– Le immagini mentali (ossia ciò che crediamo di noi stessi e che stabilisce i nostri
limiti): come usarle spesso e meglio per creare straordinarie “previsioni”.
– Le 3 caratteristiche dei visualizzatori efficaci e le 3 di quelli non efficaci:
applicazione pratica.
– Agganciarsi a un futuro potenziante ed evitare il problema del “ritardo”
(il futuro ci motiva solo se è imminente!)
– La “Fionda” come strumento potente e immediato per cambiare abitudini
limitanti: applicazione pratica.
– Il più grande segreto per raggiungere gli obiettivi: l’85% dei formatori non lo
conosce e ti insegna il contrario!
– Riflessione e scrittura dei tuoi obiettivi più importanti, secondo le tecniche apprese

Per ulteriori informazioni, visita la pagina ufficiale de “Il potere degli obiettivi” di Cava dei Tirreni

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