Come essere felici quando le cose vanno male

Anche se la vita sembra brutta…

vale la pena di viverla sempre tutta!

Leo Corbo

A tutti noi capitano periodi di vittoria, momenti in cui i nostri sogni terreni sembrano realizzati e viviamo in uno stato di semi-incoscienza che chiamiamo felicità. I pericoli della vita ci sembrano attutiti e ci godiamo quello che per noi rappresenta, in quel momento, il nostro vivere ideale.

Questo stato d’animo non dura in eterno e dopo un po’ le cose possono andar male e dal periodo di vittoria si torna a quello della sfida.

Una malattia nostra o di un familiare, la perdita del lavoro, un compagno o una compagna che ci lasciano per un altro progetto di vita, la morte di un amico o altre micro-tragedie personali hanno il potere di toglierci la gioia di vivere.

Lo psicologo australiano Forgas sostiene che la felicità è lo specchio di una condizione di assenza di pericolo, di sicurezza. Analogamente la tristezza e l’angoscia sono sistemi di difesa contro pericoli reali o avvertiti, una sorta di schema mentale che induce l’individuo a drizzare le antenne e a prestare attenzione a ciò che avviene all’esterno.

La percezione del pericolo esterno, le cose che vanno male, può essere uno stress positivo se ci spinge ad un’azione capace di risolvere il problema ma spesso arriva ad essere una paura immobilizzante che porta via la nostra felicità e con essa la capacità di usare quella situazione per migliorare la nostra vita.

Essere felici quando le cose vanno male non è naturale ma è qualcosa che si può imparare. Molto spesso non ci permettiamo di essere felici perchè, socialmente, lo stato d’animo che gli altri si aspettano da noi è quello della tristezza.

Basta però porsi una domanda giusta e ci si può focalizzare su una verità incontrovertibilie: la mia tristezza, rabbia o depressione mi aiuta ora a vincere questa sfida? Posso cambiare le cose che sono successe o stanno succedendo con la sofferenza che posso evitare di provare? Chi mi vuole veramente bene o la persona per cui sto soffrendo sarebbe a sua volta felice se io mi lasciassi vivere invece che essere protagonista della mia vita?

Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre. Tanta volte guardiamo così a lungo quella chiusa che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

Ancora una volta è il nostro potere di dirigere i nostri pensieri che ci regala la possibilità di esser felici quando tutto va storto. Anche quando leggiamo negli occhi degli altri la commiserazione per la nostra situazione ricordiamoci che il giorno che passa non torna più.

Concentriamoci quindi sul dono che stiamo buttando via. Attualizziamo il dolore che proveremmo tra qualche anno se, guardandoci indietro, ci scoprissimo a non agire per il nostro bene o di chi ci è rimasto vicino.

Le cose non vanno sempre bene e sfide piccole e grandi ci aiutano a crescere ed a trovare nuove profondità nella nostra anima. La vita è un mistero di cui possiamo essere grati solo se comprendiamo che siamo noi a determinarne il corso con le nostre azioni e con i nostri limiti.

Il beato Giovanni XXIII ci regala il consiglio che troverai qui sotto. Prendilo ed analizzalo con il tuo buon senso.

Che la tua vita sia una grande e meravigliosa avventura.

Marco Costanzo

Solo per oggi

Solo per oggi, cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.
Solo per oggi, avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà;
non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non
pretenderò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi, sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice

non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi, mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le
circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
Solo per oggi, dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura,

ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,

così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi, farò almeno una cosa che non desidero fare;

e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.
Solo per oggi, mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò.

E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi, crederò fermamente, nonostante le apparenze,

che la buona Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
Solo per oggi, non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nella bontà.

Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita!

“A ciascun giorno basta la sua pena!” (Mt.6,34)

(Beato Giovanni XXIII)

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2 Comments

  1. La felicità è dentro ognuno di noi… Bisogna saper cercarla nel nostro cuore e di godere delle piccole cose…
    E soprattutto alimentarla …

    Mi piace

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