Giocare per vivere 10 anni di più

Questo bellissimo video ci informa della possibilità di usare la nostra testa per vivere di più e meglio.
Sicuramente devono essere controllate le basi scientifiche delle affermazioni effettuate ma usa il tuo buon senso per capire se i semplici consigli che riceverai ti sembrano interessanti.
Buona visione…

www.ted.com/talks/lang/it/jane_mcgonigal_the_game_that_can_give_you_10_extra_years_of_life.html

Sono una giocatrice, mi piace avere degli obiettivi. Mi piacciono le missioni speciali e gli obiettivi segreti. Ecco llora la mia missione speciale in questo discorso: cercherò di aumentare la durata della vita di tutti voi presenti in questa sala di sette minuti e mezzo. Vivrete letteralmente sette minuti e mezzo in più di quanto avreste vissuto solo per aver assistito a questo discorso.

Alcuni di voi sembrano un po’ perplessi. Va bene, perché, controllate qui — la matematica dimostra che è possibile. Adesso non ha molto senso. Lo spiegherò più avanti, osservate solo i numeri in fondo: più 7,68245837 minuti, saranno il mio regalo per voi se completerò la missione.

Avete anche voi una missione segreta. La vostra missione è scoprire come trascorrere quei sette minuti e mezzo extra. Io credo che dovreste fare qualcosa di insolito, perché sono minuti extra. Non potreste averli altrimenti.

Dato che sono una game designer, potreste pensare: so cosa vuole che facciamo con quei minuti, vuole che li passiamo a giocare. È un’ipotesi assolutamente ragionevole, considerando che ho preso l’abitudine di incoraggiare la gente a giocare di più. Per esempio, nel mio primo TEDTalk, ho proposto che il pianeta trascorra 21 miliardi di ore a settimana a giocare con i videogiochi.

21 miliardi di ore è tanto tempo. È così tanto tempo che il primo commento indesiderato che ho sentito da tutto il mondo da quando ho tenuto quel discorso è stato: Jane, i giochi sono fantastici, ma sul letto di morte, ti auguri veramente di passare il tempo a giocare a Angry Birds? L’idea che i giochi siano una perdita di tempo che arriveremo a rimpiangere è talmente diffusa, che io la sento letteralmente ovunque. Per esempio, una storia vera: qualche settimana fa, un autista di taxi, dopo aver scoperto che io e un amico eravamo in città per una conferenza di sviluppatori di videogiochi, si è girato e ha detto — e cito — “Odio i giochi. Una vita buttata. Immaginate di arrivare a fine vita e rimpiangere tutto quel tempo”.

Voglio affrontare il problema seriamente. Voglio che i giochi siano una forza positiva per il mondo. Non voglio che chi gioca rimpianga il tempo trascorso a giocare, tempo che io li ho spinti a trascorrere giocando. Ultimamente ci ho pensato molto. Sul letto di morte, rimpiangeremo il tempo trascorso a giocare?

Potrebbe sorprendervi, ma si è scoperto che esiste una ricerca scientifica sulla questione. È vero. Gli infermieri negli ospizi, la gente che si prende cura di noi a fine vita, hanno recentemente pubblicato un rapporto sui rimpianti espressi più di frequente da coloro che sono letteralmente sul letto di morte. Ed è questo che voglio condividere con voi oggi, i primi cinque rimorsi dei moribondi.

Numero 1: Se solo non avessi lavorato così tanto. Numero 2: Se solo fossi rimasto in contatto con i miei amici. Numero 3: Se solo avessi cercato di essere più felice. Numero 4: Se solo avessi avuto il coraggio di essere me stesso. E numero 5: Se solo avessi inseguito i miei sogni, invece di fare quello che gli altri si aspettavano da me.

Per quanto ne sappia io, nessuno ha mai detto agli infermieri: “Se solo avessi giocato di più con i videogiochi”, ma quando sento questi 5 rimorsi dei moribondi, non posso non sentire cinque profondi desideri che i giochi aiutano a realizzare.

Per esempio, se solo non avessi lavorato così tanto. Per molte persone significa, se solo avessi trascorso più tempo con la mia famiglia, con i miei figli che stavano crescendo. Sappiamo che giocare insieme ha effetti straordinari sulla famiglia. Uno studio recente della Brigham Young University School of Family rivela che i genitori che passano più tempo a giocare ai videogiochi con i figli nella vita hanno con loro relazioni molto più forti.

Se solo fossi rimasto in contatto con i miei amici. Centinaia di milioni di persone usano social games come Farmville o Words With Friends per restare in contatto con gli amici reali e con la famiglia. Uno studio recente dell’Università del Michigan mostra che questi giochi sono strumenti molto efficaci nella gestione delle relazioni . Ci aiutano a restare in contatto con le persone della nostra rete sociale che altrimenti si allontanerebbero, se non giocassimo insieme.

Se solo fossi stato più felice. Non posso che pensare agli esperimenti clinici rivoluzionari realizzati di recente dalla East Carolina University che mostrano che i giochi online possono essere più efficaci dei farmaci nel trattamento clinico dell’ansia e della depressione. Soltanto 30 minuti di gioco online al giorno sono stati sufficienti a migliorare radicalmente l’umore e ad aumentare la felicità a lungo termine.

Se solo avessi avuto il coraggio di essere me stesso. Gli avatar sono un modo di essere noi stessi, la versione di chi potremmo diventare, più eroica e idealizzata. Lo vedete in questo ritratto dell’alter ego di Robbie Cooper di un giocatore con il suo avatar. La Stanford University conduce ricerche da 5 anni per documentare come giocare con un avatar idealizzato cambi il modo in cui pensiamo e agiamo nella vita reale, e ci renda più coraggiosi, più ambiziosi, più dedicati ai nostri obiettivi.

Se solo avessi inseguito i miei sogni, e non quello che gli altri si aspettavano da me. I giochi lo fanno già? Non sono sicura, quindi ho lasciato un punto di domanda, un punto di domanda alla Super Mario. Ci torneremo dopo.

Ma nel frattempo forse vi state chiedendo, chi è questa designer di videogiochi che ci parla di rimorsi sul letto di morte? Ed è vero, non ho mai lavorato in un ospizio, non sono mai stata sul letto di morte. Ma di recente ho trascorso molto tempo a letto, con il desiderio di morire. Volevo veramente morire.

Lasciate che vi racconti una storia. Ho iniziato due anni fa, quando ho sbattuto la testa e ho subito una commozione cerebrale. La commozione non è guarita correttamente, e 30 giorni dopo avevo ancora sintomi come mal di testa ininterrotti, nausea, vertigini, perdita di memoria, confusione mentale. Il dottore mi disse che per curare il cervello, dovevo riposare. Dovevo evitare di scatenare i sintomi. Per me questo significava non leggere, non scrivere, non giocare, niente lavoro né email, non correre, niente alcool, niente caffeina. In altre parole — e credo che sappiate dove andiamo a parare — nessun motivo per vivere.

Ovviamente dovrebbe essere divertente, ma seriamente, ideare un suicidio è abbastanza comune in casi di trauma cranici. Succede in un caso su tre, ed è successo a me. Il mio cervello ha cominciato a dirmi: Jane, tu vuoi morire. Diceva: “Non ti sentirai mai meglio”. Diceva: “Il dolore non finirà mai”.

E queste voci sono diventate così insistenti e persuasive che ho cominciato giustamente a temere per la mia vita, ed è il momento in cui mi sono detta, dopo 34 giorni — e non dimenticherò mai quel momento. Mi sono detta: “O mi uccido, o trasformo tutto questo in un gioco”.

Ma perché un gioco? Sapevo da più di 10 anni, da ricerche sula psicologia dei giochi, che quando giochiamo — e si tratta di lletteratura scientifica — affrontiamo le sfide più difficili con maggiore creatività, maggiore determinazione, maggiore ottimismo, ed è più probabile che ci rivolgiamo ad altri per farci aiutare. Io volevo portare queste caratteristiche del giocatore nella mia sfida reale, così ho creato un gioco di ruolo per il recupero chiamato “Jane che Ammazza il Trauma Cranico”.

È diventata la mia identità segreta, e la prima cosa che ho fatto nel ruolo di assassina è stato chiamare la mia gemella — ho una sorella gemella di nome Kelly — e dirle: “Sto giocando per curarmi il cervello, e voglio che tu giochi con me”. È stato un modo più facile per chiedere aiuto.

È diventata la mia prima alleata nel gioco. Mio marito Kiyash ci ha raggiunto dopo, e insieme abbiamo identificato e combattuto i cattivi, vale a dire tutto ciò che poteva scatenare i sintomi e quindi rallentare il processo di guarigione, cose come la luce intensa e gli spazi affollati. Collezionavamo e attivavamo anche poteri aggiuntivi. Erano tutto quello che potevo fare anche nel peggiore dei giorni per sentirmi un po’ meglio, un po’ più produttiva. Cose come coccolare il mio cane per 10 minuti, o alzarmi dal letto e fare il giro dell’isolato almeno una volta.

Il gioco era molto semplice: assumere un’identità segreta, reclutare alleati, combattere i cattivi, attivare i super-poteri. Anche con un gioco così semplice, dopo solo un paio di giorni, quel velo di ansia e depressione era sparito, svanito. È stato come un miracolo. Non era una cura miracolosa per i mal di testa o per i sintomi cognitivi. È durato più di due anni, ed è stato di gran lunga l’anno più difficile della mia vita. Ma anche quando avevo ancora i sintomi, anche quando sentivo ancora dolore, ho smesso di soffrire.

Quello che è successo dopo con il gioco mi ha sorpresa. Ho pubblicato qualche video e alcuni post in un blog, spiegando come giocare. Ma non tutti hanno una commozione cerebrale, ovviamente, non tutti vogliono essere “assassini”, quindi ho rinominato il gioco SuperBetter [SuperMeglio].

E ho cominciato a sentire di gente che, in tutto il mondo, adottava la propria identità segreta, reclutava i propri alleati, e si sentiva “super meglio” affrontando sfide come il cancro e il dolore cronico, la depressione e il morbo di Crohn. C’era anche gente che giocava con malattie in fase terminale come la SLA. E io capivo dai loro messaggi e dai loro video che il gioco li stava aiutando proprio come aveva aiutato me. Dicevano di sentirsi più forti e più coraggiosi, di sentirsi meglio ed anche più capiti da amici e familiari. Dicevano addirittura di sentirsi più felici, anche se sentivano dolore, anche se stavano affrontando la sfida più dura della loro vita.

Cosa stava succedendo? intendo nel mio caso, all’epoca. Come poteva un gioco così insignificante intervenire in maniera così potente, in circostanze così serie e in certi casi per questioni di vita o di morte? Se non avesse funzionato per me, non avrei mai creduto che fosse possibile. Si è scoperto che c’è una base scientifica anche qui. Alcune persone si sentono più forti e più felici dopo un evento traumatico. Ed è quello che stava accadendo a noi.

Il gioco ci stava aiutando a sperimentare quello che gli scienziati chiamano crescita post-traumatica, che non è una cosa di cui sentiamo parlare comunemente. Di solito sentiamo di disturbo post-traumatico da stress. Ma gli scienziati ora sanno che un evento traumatico non ci condanna a soffrire indefinitamente. Invece lo possiamo usare come trampolino per scatenare le nostre migliori qualità e vivere più felici.

Ecco la classifica delle cinque cose che dice la gente con crescita post-traumatica: le mie priorità sono cambiate. Non ho paura di fare quello che mi rende felice. Mi sento più vicino agli amici e alla famiglia. Capisco meglio me stesso. Ora so chi sono veramente. Ho una maggiore percezione del significato e del senso della vita. Sono in grado di concentrarmi meglio su sogni e obiettivi.

L’avete già sentito? Dovrebbe, perché la classifica dei tratti da crescita post-traumatica è sostanzialmente l’esatto opposto della classifica dei rimorsi di chi sta morendo. È interessante, vero? Sembra che, in qualche modo, un evento traumatico possa scatenare la nostra capacità di condurre una vita con meno rimorsi.

Ma come funziona? Come si arriva dal trauma alla crescita? O meglio, c’è un modo per trarre tutti questi benefici della crescita post-traumatica senza subire un trauma, senza una botta in testa? Sarebbe meglio, no?

Volevo capire meglio il fenomeno, quindi ho divorato molta letterature scientifica, ed ecco cosa ho imparato. Ci sono quattro forme di forza, di resistenza, che contribuiscono alla crescita post-traumatica, e ci sono attività scientificamente confermate che si possono fare tutti i giorni per costruire questi quattro tipi di resistenza, senza bisogno di subire un trauma.

Potrei dirvi quali sono questi quattro tipi di forza, ma preferisco farveli sperimentare di persona. Preferisco che cominciamo a costruirli insieme adesso. Ecco cosa faremo. Faremo insieme un gioco veloce. Adesso è il momento in cui vi guadagnate quei 7 minuti e mezzo di vita che vi ho promesso prima. Tutto quello che dovete fare è completare con successo le prime quattro sfide di SuperBetter. E sento che riuscirete a farlo. Ho fiducia in voi.

Siete tutti pronti? Questa è la prima sfida. Partiamo. Sceglietene una: Alzatevi in piedi e fate tre passi, o chiudete le mani a pugno, alzatele sopra la testa il più in alto possibile per cinque secondi. Via! Perfetto, mi piacciono le persone che le fanno entrambe. Siete ambiziosi. Molto bene. (Risate)

Perfetto. Questo vale un punto in più di resistenza fisica, il che significa che il vostro corpo può resistere allo stress e guarire più rapidamente. Sappiamo dalle ricerche che la prima cosa da fare per stimolare la resistenza fisica è non stare seduti immobili. Non ci vuole altro. Ogni secondo in cui non state seduti fermi, migliorate attivamente la salute del cuore, dei polmoni e del cervello.

Tutti pronti per la prossima sfida? Voglio che schiocchiate le dia 50 volte, o che contiate alla rovescia da 100, sette alla volta, tipo: 100. 93… Via!

(Schiocco)

Non smettete.

(Schiocco)

Non lasciate che chi conta alla rovescia da 100 interferisca con voi che contate fino a 50.

(Risate)

Bene. Wow. È la prima volta che vedo una cosa del genere. Bonus resistenza fisica. Ben fatto, tutti quanti. Questo vale un punto in più di resistenza mentale, il che significa che avete maggiore concentrazione mentale, maggiore disciplina, determinazione e forza di volontà. Sappiamo dalla ricerca scientifica che la forza di volontà lavora come un muscolo. Si rafforza con l’esercizio. Affrontare una piccola sfida senza darsi per vinti, anche una sfida assurda come schioccare le dita esattamente 50 volte o contare alla rovescia da 100, sette alla volta è un modo scientificamente provato per stimolare la forza di volontà.

Ottimo lavoro. Sfida numero tre. Sceglietene una: Considerando la sala in cui siamo il destino ha già scelto per voi, ma ci sono due opzioni. Se siete al chiuso, trovate una finestra e guardate fuori. Se siete all’esterno, trovate una finestra e guardate all’interno. Oppure fate una ricerca veloce nelle immagini di Google di “cucciolo [il vostro animale preferito]”.

Potete farlo sui vostri cellulari, o potete anche solo urlare il nome di qualche cucciolo di animale, ne trovo qualcuno io e li proietto sullo schermo per tutti. Cosa vogliamo vedere? Bradipo, giraffa, elefante, serpente. Ok, vediamo cosa abbiamo. Cucciolo di delfino e cucciolo di lama. Guardate tutti. Fatto? Ok, un altro. Cucciolo di elefante. A questo applaudiamo? È fantastico.

Perfetto, ora abbiamo la sensazione di avere un punto in più di resistenza emotiva, il che significa che abbiamo la capacità di provocare emozioni potenti, positive, come la curiosità o l’amore, che proviamo quando guardiamo cuccioli di animali, quando ne abbiamo più bisogno.

Ed ecco a voi il segreto, dalla letteratura scientifica. Se riuscite a gestire tre emozioni positive per ogni emozione negativa, in un’ora, un giorno, una settimana, migliorate radicalmente la salute e la capacità di affrontare con successo qualunque problema abbiate di fronte. E si chiama rapporto uno a tre delle emozioni positive. È il mio trucco preferito di SuperBetter, quindi continuate così.

Bene, scegliete, ultima sfida: Stringete la mano di qualcuno per sei secondi, o inviate a qualcuno un veloce ringraziamento scritto, per email, Facebook o Twitter. Via!

(Vocìo)

Mi sembra ben fatto. Bene, bene. Continuate così. Mi piace! Perfetto, un punto in più in resistenza sociale, che significa che ricevete maggiore forza dagli amici, dai vicini, dalla famiglia, dalla comunità. La gratitudine è un modo fantastico per stimolare la resistenza sociale Il contatto è ancora meglio.

Ecco un altro segreto per voi: stringere la mano di qualcuno per sei secondi aumenta radicalmente il livello di ossitocina nel sangue, l’ormone della fiducia. Significa che chi di voi ha stretto la mano è preparato biochimicamente ad apprezzare ed è pronto ad aiutare. Questa volontà si prolunga durante la pausa, quindi approfittate delle opportunità di contatto.

(Risate)

Ok, avete completato con successo le quattro sfide, vediamo se avete completato con successo la missione per poter ottenere sette minuti e mezzo di vita in più. E qui condividerò con voi ancora un po’ di scienza. Si è scoperto che le persone che stimolano regolarmente questi quattro tipi di resistenza, fisica, mentale, emotiva e sociale, vivono 10 anni più degli altri. È vero. Se realizzate regolarmente il rapporto 3 a 1 di emozioni positive, se non state mai fermi seduti per più di un’ora di seguito, se vi mantenete in contatto ogni giorno con la persona a cui tenete, se affrontate piccoli obiettivi per stimolare la forza di volontà, vivrete 10 anni più di chiunque altro, ed ecco da dove viene fuori la matematica che vi ho mostrato prima.

L’aspettativa di vita media negli Stati Uniti e nel Regno Unito è di 78,1 anni, ma sappiamo da studi scientifici su più di 1000 persone che si possono aggiungere 10 anni di vita stimolando i quattro tipi di resistenza. Ogni anno in cui stimolate i quattro tipi di resistenza, guadagnate 0,128 anni di vita in più o 46 giorni di vita in più, o 67 298 minuti di vita in più, il che significa che ogni giorno guadagnate 184 minuti di vita, o ogni ora in cui stimolate i quattro tipi di resistenza, come abbiamo appena fatto insieme, guadagnate 7,68245837 minuti di vita in più.

Congratulazioni, questi sette minuti e mezzo sono tutti vostri. Ve li siete guadagnati.

(Applausi)

Sì! Fantastico. Aspettate, aspettate. Avete ancora una missione speciale, la vostra missioni segreta. Come passerete questi sette minuti e mezzo di vita in più?

Ecco il mio suggerimento. Questi sette minuti e mezzo di vita sono come i desideri del genio della lampada. Potete usare il vostro primo desiderio per desiderare un altro milione di desideri. Astuto, vero? Quindi se passate questi sette minuti e mezzo facendo qualcosa che vi rende felici, o che vi rende fisicamente attivi, o che vi mette in contatto con qualcuno a cui tenete, o anche solo affrontando una piccola sfida, stimolerete la vostra resistenza, e guadagnerete altri minuti.

E la buona notizia è che potete continuare all’infinito. Ogni ora del giorno, ogni giorno della vita, fino al letto di morte, che ora sarà 10 anni più in là di quello che sarebbe dovuto essere. E quando ci arrivate, molto probabilmente non avrete questi cinque rimorsi, perché vi sarete costruiti la forza e la resistenza per condurre una vita come la desiderate. E con questi 10 anni in più, potreste addirittura avere tempo sufficiente per giocare un po’ di più.

Grazie.

(Applausi)

Se vuoi scaricare il gioco SuperBetter per iPhone segui il link

http://itunes.apple.com/us/app/superbetter/id536634968

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...