L'individuo e la collettività


Nessun uomo è un’Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall’onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d’uomo mi diminusce,
perchè io partecipo all’Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.

John Donne

 

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Il sorriso – poesia di William Blake


Il sorriso

C’è un Sorriso d’Amore,

e c’è un Sorriso d’Inganno,

e c’è un Sorriso dei Sorrisi

in cui questi due Sorrisi si incontrano.

E c’è uno Sguardo d’Odio,

E c’è uno Sguardo di Disprezzo,

e c’è uno Sguardo degli Sguardi,

che tentate di scordare in vano;

perché si pianta nel profondo del Cuore,

e si pianta nel profondo della Schiena,

e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,

ma un solo Sorriso soltanto,

che fra la Culla e la Tomba

si può Sorridere soltanto una volta;

ma, quando è Sorriso una volta,

c’è una fine a tutta l’Angoscia.

W. Blake

via Windows Live Spaces di Gina.

Poesia per un figlio – Se di Rudyard Kipling


 

 

«

Se riesci a conservare il controllo

quando tutti intorno a te lo perdono e te ne danno la colpa, Se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,

Ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.

Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,

O essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,

O essendo odiato, non dare spazio all’odio,

Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,

Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta

E trattare questi due impostori allo stesso modo.

Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto

Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,

O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,

E piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune

E rischiarlo in un unico lancio di una monetina,

E perdere, e ricominciare daccapo

Senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.

Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi

A sorreggerti anche quando sono esausti,

E così resistere quando in te non c’è più nulla

Tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,

O passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,

Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,

Se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.

Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto

Dando valore a ognuno dei sessanta secondi,

Tua è la Terra e tutto ciò che contiene,

E — cosa più importante — sarai un Uomo, figlio mio!

»

 

L'ottimismo di Pablo Neruda


Questa poesia di Pablo Neruda ci regala una regola aurea che tutti dovremmo rispettare per una vita felice. Il sorriso è un gesto del cuore, prima che della mente. Ci informa della nostra capacità di donare agli altri senza aver bisogno di nulla e senza voler ricevere nulla in cambio.
Ieri hai sorriso abbastanza?
Marco Costanzo

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda

Giorgio Gaber e la libertà


Ascolta le parole di questa poesia in musica e prova a riflettere qual’è la tua personale definizione di libertà.

Cosa puoi fare in termini di libertà per rendere questa giornata un capolavoro?

Buona Domenica.

Marco Costanzo

di Gaber – Luporini

1972 © Edizioni Curci Srl – Milano

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

fonte: http://www.giorgiogaber.org/

Parole vere come nonmai….

viaYouTube – Giorgio Gaber – La libertà.

Cosa ci insegna un sognatore delle montagne?


Non mi interessa sapere qual’è il tuo mestiere.

Voglio sapere per cosa si strugge il tuo cuore e se hai il coraggio di sognare l’incontro con ciò che esso desidera.

Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia.

Mi interessa sapere se correrai il rischio di fare la figura del pazzo per amore, per il tuo sogno, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna. Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se le difficoltà della vita ti hanno portato ad aprirti oppure a chiuderti in te stesso per la paura di soffrire.

Voglio sapere se sei capace di stare nel dolore, tuo o mio, senza far nulla per nasconderlo, allontanarlo o cristallizzarlo.

Voglio sapere se sei capace di stare nella GIOIA, tua o mia, se puoi scatenarti nella danza e lasciare che l’estasi ti invada fino alla punta delle dita dei piedi e delle mani, senza esortarti ad essere prudente, realistico o consapevole dei limiti umani.

Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera.

Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per rimanere fedele a te stesso, e di non tradire mai la tua anima, a costo che altri ti chiamino traditore.

Voglio sapere se puoi essere di parola e quindi degno di fiducia.

Voglio sapere se sei capace di trovare la bellezza anche in quei giorni in cui il sole non splende, e se puoi dare inizio alla tua nuova vita sulle sponde di un lago gridando “SI” al bagliore d’argento della luna piena.

Non mi interessa sapere dove vivi, né quanto denaro possiedi.

Voglio sapere se dopo una notte disperata di pianto sei capace di alzarti così come sei, sfinito e con l’anima coperta di lividi, per metterti a fare quello che c’è da fare per i bambini.

Non mi interessa sapere chi conosci, né come mai ti trovi qui.

Voglio sapere se stai in piedi con me al centro del fuoco, senza tirarti indietro.

Non mi interessa sapere cosa hai studiato né con chi e neppure dove.

Voglio sapere cosa ti sostiene da dentro quando tutto il resto viene a mancare.

Voglio sapere se puoi stare solo con te stesso e se la tua compagnia ti piace veramente, nei momenti di vuoto.

Mountain Dreamer, Indian Elder

(Sognatore delle Montagne, Anziano Uomo di Medicina)