ALL’AMATA – W. Shakespeare –
Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t’amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire.
metodo APPO
Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t’amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire.
Avevo una scatola di colori brillanti, decisi, vivi. Avevo una scatola di colori, alcuni caldi, altri molto freddi. Non avevo il rosso per il sangue dei feriti. Non avevo il nero per il pianto degli orfani. Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti. Non avevo il giallo per la sabbia ardente. Ma avevo l’arancio
Non ho più paura degli specchi nei quali vedo il segno dell’Amazzone, che scaglia frecce. Vi è una sottile linea rossa che attraversa il mio torace, lì dove era entrato un coltello, adesso un ramo circonda la cicatrice e si porta dal braccio al cuore. Un ramo coperto di verdi foglie dove appesa è l’uva e vi appare un uccello.
Tu lo sai che non e’ la fine Si’ che lo sai……. Che viene maggio E sciolgo le brine Si’ che lo sai…… Resti d’inverno Persi nel vento Io non mi stanco no, no E vengo a cercarti In un sogno amaranto Questo cuore Sparpagliato per il mondo se ne va’ Questo cuore Disperato E’ delicato Dove sei Arcobaleno E
“Non verremo alla mèta ad uno ad uno ma a due a due. Se ci conosceremo tutti, noi ci ameremo tutti e i figli un giorno rideranno della leggenda nera dove un uomo lacrima in solitudine” Paul Eluard