Il motore del mondo secondo Kierkegaard

Cos’è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos’è che lo rende debole, più debole di un bambino?
 Cos’è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos’è che lo rende molle, più molle della cera? 

Cos’è che è più vecchio di tutto? Cos’è che sopravvive a tutto? Cos’è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? 

Cos’è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto?

 Cos’è che sussiste, quando tutto frana? 

Cos’è che consola, quando ogni consolazione viene meno? Cos’è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? Cos’è che rimane, quando viene abolito l’imperfetto?

 Cos’è che non scompare, quando cessa la visione? 

Cos’è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro?

Cos’è che rende saggio il discorso del semplice? 

Cos’è che non muta mai, anche se tutto muta?

 È l’amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos’altro.
Søren Kierkegaard

Annunci

Higge: la via danese alla felicità

Hygge è una parola danese e norvegese che esprime un concetto simile a quella della parola tedesca Gemütlichkeit. Hygge è un sostantivo usato per definire un sentimento, un’atmosfera sociale, un’azione correlata al senso di comodità, sicurezza, accoglienza e familiarità. Secondo un sondaggio dell’Unione Europea, i cittadini danesi sono i più felici del mondo, visto che passano più tempo con la famiglia e con gli amici e si sentono più rilassati degli altri.

Luce

Uno degli elementi essenziali per realizzare l’atmosfera hygge è la luce (illuminazione artificiale, visto che da ottobre a marzo i danesi non hanno accesso alla luce naturale). L’85% dei danesi afferma che per creare un’atmosfera hygge bisogna usare le candele; il 28 % dei danesi le accende ogni giorno, il 23% 4-6 volte alla settimana, il 23% 1-3 volte alla settimana, mentre solo il 4% non accende mai candele. Inoltre, il 31% dei danesi accende più di cinque candele in contemporanea. Per quanto riguarda la luce artificiale, molto importante è la collocazione della lampada, ma anche la potenza della lampadina che dovrebbe essere debole per dare una luce fioca.

Stare insieme

Passare il tempo con gli amici e con la famiglia in un’atmosfera simpatica e rilassante, in cui tutti sono uguali e nessuno ha bisogno di essere al centro dell’attenzione, descrive un altro punto fondamentale di una situazione di hygge, lo stare insieme. Circa il 60% degli europei si incontra con gli amici o con la famiglia almeno una volta alla settimana, ma, seguendo le regole di hygge, in Danimarca lo fa il 78% della popolazione. Ci sono anche degli svantaggi nell’atteggiamento hygge che limitano la possibilità di presentare e introdurre nuove persone in un gruppo di amici. È difficile stringere amicizia perché non è abbastanza hyggeligt portare con sé a una festa troppe persone sconosciute.

Cibo e bevande

Lo stare insieme si associa al mangiare e al bere e alla convivialità. Secondo le regole di hygge, non si deve rinunciare alle cose buone da mangiare, anche se sono poco sane. Allora, tra i prodotti più consumati ci sono: carne, caffè, dolci, cioccolato. Molto hygge è anche il cucinare insieme tra amici e l’odore della torta fatta in casa. Tra le bevande adatte a tale atmosfera ci sono il tè, la cioccolata, o il vin brulé (Gløgg), ma quella considerata più hygge è il caffè.

#filosofia Pico della Mirandola e la dignità dell’uomo

Già il Sommo Padre, Dio creatore, aveva foggiato secondo le leggi di un’arcana sapienza questa dimora del mondo quale ci appare, tempio augustissimo della divinità. Aveva abbellito con le intelligenze la zona iperurania [1], aveva avvivato di anime eterne gli eterei globi, aveva popolato di una turba di animali d’ogni specie le parti vili e turpi del mondo inferiore. Senonché, recato il lavoro a compimento, l’artefice desiderava che ci fosse qualcuno capace di afferrare la ragione di un’opera sì grande, di amarne la bellezza, di ammirarne la vastità. Perciò, compiuto ormai il tutto, come attestano Mosè e Timeo [2], pensò da ultimo a produrre l’uomo. Ma degli archetipi non ne restava alcuno su cui foggiare la nuova creatura, né dei tesori uno ve n’era da largire in retaggio al nuovo figlio, né dei posti di tutto il mondo uno rimaneva in cui sedesse codesto contemplatore dell’universo. Tutti ormai erano pieni, tutti erano stati distribuiti nei sommi, nei medi, negli infimi gradi. Ma non sarebbe stato degno della paterna potestà venir meno, quasi impotente, nell’ultima fattura [3]; non della sua sapienza rimanere incerto in un’opera necessaria per mancanza di consiglio; non del suo benefico amore, che colui che era destinato a lodare negli altri la divina liberalità fosse costretto a biasimarla in se stesso. Stabilì finalmente l’ottimo artefice che a colui cui nulla poteva dare di proprio fosse comune tutto ciò che aveva singolarmente assegnato agli altri. Perciò accolse l’uomo come opera di natura indefinita e postolo nel cuore del mondo così gli parlò: «Non ti ho dato, o Adamo, né un posto determinato, né un aspetto proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto, quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto secondo il tuo voto e il tuo consiglio ottenga e conservi. La natura limitata degli altri è contenuta entro leggi da me prescritte. Tu te la determinerai da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai. Ti posi nel mezzo del mondo perché di là meglio tu scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine». O suprema liberalità di Dio padre! O suprema e mirabile felicità dell’uomo! A cui è concesso di ottenere ciò che desidera, di essere ciò che vuole. I bruti nel nascere seco [4] recano dal seno materno tutto quello che avranno. Gli spiriti superni [5] o dall’inizio o poco dopo furono ciò che saranno nei secoli dei secoli. Nell’uomo nascente il Padre ripose semi d’ogni specie e germi d’ogni vita. E secondo che ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti. E se saranno vegetali sarà pianta; se sensibili, sarà bruto; se razionali, diventerà animale celeste; se intellettuali, sarà angelo e figlio di Dio. Ma se, non contento della sorte di nessuna creatura, si raccoglierà nel centro della sua unità, fatto uno spirito solo con Dio, nella solitaria caligine del Padre colui che fu posto sopra tutte le cose starà sopra tutte le cose.

Giovanni Pico della Mirandola

“Orazione sulla dignità dell’uomo”

Dentro ad ogni cosa… testi di canzoni – Audio 2

Mi fa piacere di rivedere

costantemente te

poche parole dette così

fare I’amore sì

d’accordo son difficile

ricordati che facile non sei

ma che piacere all’improvviso

accendo piano il tuo sorriso

ruota il volante è leggero e costante

c’era una casa non ricordi?

Forse un po’ a destra lungo il viale

I’insegna vacante andiamoci a piedi

graffiandoci le mani con i rami ancora appesi

Dentro a ogni cosa

meglio entrarci dentro sì

e toccar con mano tutto

è pericoloso solo quando sai che tu

non hai soldi per la spesa

se si è innamorati

non vuol dire «amore»

Un filo di lana

sulle tue labbra

levarlo con le dita

prepari le mani

le passi sul viso

magnetici i tuoi occhi

la neve poi si poserà

sulle nostre più brillanti idee

Ma che piacere all’improvviso

tu come un libro appena letto

all’ultimo rigo mi sono disperso

spero che io non parli inglese

e che tu sia un po’ più cortese

di te sono intriso come I’acqua al cotone

comunque sia

con te proverò sì sì più di prima

Dentro a ogni cosa

meglio entrarci dentro sì

e toccar con mano tutto

è pericoloso solo quando sai che tu

non hai soldi per la spesa

se si è innamorati

non vuol dire «amore»

sì disperderò I’ultima emozione

e la conserverò come una canzone

E tu mi sembri viva

e tu mi sembri viva

viva sola in mezzo al mare

lontano dalla riva

e tu mi sembri viva

dentro a ogni cosa

e tu mi sembri viva

e tu mi sembri viva

viva sola in mezzo al mare

lontano dalla riva

dentro a ogni cosa…

#perlina #amore #dentroadognicosa #filosofia