Alessandro Baricco e “L’infinito” di Leopardi”
Ogni tanto riprendiamoci I nostri spazi e naufraghiamo anche noi dolcemente nelle spiegazioni dei grandi studiosi.
metodo APPO
Ogni tanto riprendiamoci I nostri spazi e naufraghiamo anche noi dolcemente nelle spiegazioni dei grandi studiosi.
Un minuto di pura estasi culturale
Read more POESIE IN MUSICA – L’infinito – G. Leopardi – Vittorio Gassman
L’Infinito Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito
Spento il diurno raggio in occidente, E queto il fumo delle ville, e queta De’ cani era la voce e della gente; Quand’ella, volta all’amorosa meta, Si ritrovò nel mezzo ad una landa Quanto foss’altra mai vezzosa e lieta. Spandeva il suo chiaror per ogni banda La sorella del sole, e fea d’argento Gli arbori ch’a quel loco eran ghirlanda.
«Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio