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Monologo di Amleto – William Shakespeare

Essere o non essere, questo è il problema. Che cos’è piu’ nobile, soffrire nell’animo per i sassi e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o impugnare le armi contro un mare di affanni e combatterli fino a farli cessare? Morire, dormire…niente piu’. E con il sonno dire che poniano fine al dolore della carne e alle mille afflizioni naturali a cui

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Non mi fate, alle nozze di menti sincere… – Shakespeare

Non mi fate, alle nozze di menti sincere mettere ostacoli. L’amore non è l’amore che cambia quando trova cambiamenti, o tende ad allontanarsi quando l’altro si allontana: oh no; è un punto sempre fisso, che vede tempeste ma non ne è mai scosso; […] l’amore non cambia con le sue brevi ore e settiamane, ma gli resiste fino all’orlo del

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Quando quaranta inverni – William Shakespeare

Quando quaranta inverni avranno aggredito la tua fronte e scavato fonde trincee nel campo della tua bellezza, la superba veste della tua gioventù or tanto ammirata, sarà considerata un cencio di nessun valore: se allora ti venisse chiesto dove giace il tuo fascino e dove si è perso l’amore dei tuoi ruggenti giorni, ammettere che è in fondo ai tuoi

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Più d’una volta ho visto… – William Shakespeare

Più d’una volta ho visto lo splendido sole del mattino blandire le cime dei monti con sovrano sguardo, baciare con raggiante volto i verdi prati, indorare pallidi ruscelli di magica alchimia; E, presto, vilissime nubi sopravvennero a lacerare la sua divina faccia e lo nascosero al mondo sbigottito, inducendolo con vergogna a tramontare. Così pure, un mattino, sfolgorò il mio

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Shakespeare, sonetto 18

Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate? Tu sei ben più raggiante e mite: venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio e il corso dell’estate ha vita troppo breve: talvolta troppo cocente splende l’occhio del cielo e spesso il suo volto d’oro si rabbuia e ogni bello talvolta da beltà si stacca, spoglio dal caso o dal mutevol corso di

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