Se hai 45 minuti di tempo guarda questo video interessantissimo. Una testimonianza reale di un sopravvissuto, Alberto Mieli che nel 1938 aveva 11 anni… “Per questo ho vissuto” è il titolo dello speciale di Nel cuore dei giorni Arancio, condoto da Fabio Bolzetta, dedicato alla Giornata della Memoria. In studio Alberto Mieli, uno dei pochi sopravvissuti agli
L’Olocausto, in quanto genocidio degli ebrei, è identificato più correttamente con il termine Shoah (in lingua ebraica: השואה, HaShoah, “catastrofe”, “distruzione”). Esso consistette nello sterminio di un numero compreso tra i 5 e i 6 milioni di ebrei, di ogni sesso ed età.
La distruzione di circa i due terzi degli ebrei d’Europa venne organizzata e portata a termine dalla Germania nazista mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere burocratiche del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933 con la segregazione degli ebrei tedeschi, proseguì, estendendosi a tutta l’Europa occupata dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione e quindi culminò dal 1941 con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa sul territorio da parte di reparti speciali e soprattutto in strutture di annientamento appositamente predisposte (campi di sterminio), in cui attuare quella che i nazisti denominarono soluzione finale della questione ebraica. Questo evento non trova nella storia altri esempi a cui possa essere paragonato per le sue dimensioni e per le caratteristiche organizzative e tecniche dispiegate dalla macchina di distruzione nazista.
C’è un paio di scarpette rosse numero ventiquattro quasi nuove: sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica Schulze Monaco c’è un paio di scarpette rosse in cima a un mucchio di scarpette infantili a Buchenwald più in là c’è un mucchio di riccioli biondi di ciocche nere e castane a Buchenwald servivano a far coperte per i
Stanotte ho guardato la notte, nera, assoluta. Unica speranza le limpide stelle, sguardi discreti di un timido Dio. Stamattina ho guardato mio figlio ed ho visto me e lui ad Auschwitz, separati al cancello dalla follia degli uomini. Stamattina ho provato un dolore, muto, assoluto. Che pena sapere che l’uomo non ha ancora imparato ad essere Uomo. Dedicato ai morti
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