Degnati di tenermi alla tua porta – Rabindranath Tagore

Degnati di tenermi alla tua porta,
come servo sempre vigile e attento;
mandami come messaggero per il regno
ad invitare tutti alle tue nozze.

Non permettere ch’io affondi
nelle sabbie mobili della noia,
non lasciarmi intristire nell’egoismo,
in pareti strette senza cielo aperto.

Svegliami, se m’addormento nel dubbio
e sotto la coltre della distrazione;
cercami, se mi perdo nelle molte strade
tra grattacieli d’inutili cose.

Non permettere ch’io pieghi il mio cuore
all’onda violenta dei molti;
tienimi alta la testa,
orgoglioso d’essere tuo servo.

 

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Hai fatto prigioniero il mio cuore. Tagore

 

Non so come tu canti, mio signore!

Sempre ti ascolto in silenzioso stupore.

La luce della tua musica

illumina il mondo.

Il soffio della tua musica

corre da cielo a cielo.

L’onda sacra della tua musica

irrompe tra gli ostacoli pietrosi

e scorre impetuosa in avanti.

Il cuore anela di unirsi al tuo canto,

ma invano cerco una voce.

Vorrei parlare,

ma le mie parole non si fondono in canti

e impotente grido.

Hai fatto prigioniero il mio cuore

nelle infinite reti della tua musica.

(Tagore)

La morte – Tagore

“La morte, Tua schiava, è alla mia porta.

Ha attraversato il mare sconosciuto

e ha recato alla mia casa il Tuo richiamo.

La notte è buia e il mio cuore è spaurito

eppure prenderò la lampada, aprirò le porte

e m’inchinerò dandole il benvenuto.

E’ il tuo messaggero che sta alla mia porta,

l’adorerò a mani giunte, e in lacrime.

L’adorerò ponendo ai suoi piedi

il tesoro del mio cuore.

Fatta la commissione, se ne ritornerà

lasciando un’ombra oscura sul mio mattino;

e nella mia casa desolata rimarrà

solo il mio corpo abbandonato

come mia ultima offerta a Te”

(Rabindranath Tagore)

Tu mi hai fatto senza fine – Tagore

“Tu mi hai fatto senza fine, a Tuo piacimento.

Tu vuoti e rivuoti questo fragile vaso, e lo riempi

sempre di nuova vita.

Per monti e valli hai portato

questo piccolo flauto di canna,

soffiandovi melodie eternamente nuove.

Al tocco immortale delle Tue

mani il mio piccolo cuore si

smarrisce per la gioia ed effonde

parole indicibili.

Su queste mie piccolissime mani

piovono solo per me i Tuoi doni

infiniti. Passano le età, e Tu versi

sempre, e sempre c’è da riempire.”

(Rabindranath Tagore)

Dimmi se questo è vero – Tagore

Dimmi se questo è vero

   

Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E’ vero che le mie labbra sono
come il boccio del primo amore?
Che la terra, come un’arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E’ poi è vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E’ vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi, nelle mie labbra
e nei miei pensieri?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell’infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.

                                                                    TAGORE