Tappa 4 — La trappola della nicotina

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In breve. La dipendenza ha quattro strati: cervello, abitudine, segnali, identità. Ognuno ha bisogno del suo strumento.

  1. Il cervello. La nicotina arriva al cervello in pochi secondi e il cervello si adatta, a volte in poche settimane, soprattutto negli adolescenti. Quando la nicotina scende arriva l’astinenza: irritabilità, ansia, irrequietezza, fame, sonno disturbato. La buona notizia è che è temporanea: di solito il picco arriva nella prima settimana e i sintomi si attenuano in due-quattro settimane.
  2. L’abitudine. Un pacchetto al giorno per vent’anni significa più di un milione di gesti. Il cervello li lega a momenti precisi: il caffè, l’auto, il dopo pranzo.
  3. I segnali. Luoghi, persone, oggetti ed emozioni accendono il desiderio come un interruttore: il balcone, l’amico della pausa, il bicchiere di vino, la noia.
  4. L’identità. «Io sono un fumatore.» Chi la pensa così vive lo smettere come una perdita di sé. Chi dice «io non fumo» si vede già libero.

Un’ultima distinzione, fondamentale: la nicotina crea la dipendenza, ma la maggior parte dei danni viene dal fumo della combustione. Per questo la nicotina può essere usata come farmaco per smettere, sotto forma di cerotti, gomme o spray.

Da fare oggi. Accanto a ogni sigaretta del diario scrivi una lettera: A se l’ha chiamata l’astinenza, H se l’abitudine, S se un segnale. Alla fine della settimana saprai quale strato è più forte in te.


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