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L’Algoritmo dell’Infelicità: come riprendere il controllo della tua autostima (Analisi APPO)

State of NASA 2020 - NASA Social
State of NASA 2020 - NASA Social by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC-BY 2.0

Immagina di entrare in una stanza con cento persone. Novantanove di loro sono milionari, top model o individui nel momento più felice e glorioso della loro vita. Tu sei l’unica persona “normale”, magari stanca dopo una giornata di lavoro. Come ti sentiresti dopo cinque minuti? Probabilmente piccolo, inadeguato, fallito.

Questa stanza non esiste nel mondo fisico, ma esiste nelle nostre tasche ogni volta che sblocchiamo lo smartphone.

Oggi, come Life Coach, voglio analizzare insieme a te un video estremamente lucido dello psicologo e psicoterapeuta Andrea Guerri del canale PsicoPensieri. Attraverso il metodo APPO (Aspirazione, Problema, Progetto, Opportunità), dissezioneremo quello che Guerri definisce “L’Algoritmo dell’Infelicità” per trasformare una trappola mentale in una leva di crescita personale.

A – Aspirazione: Il desiderio di sentirsi “Abbastanza”

Tutti noi aspiriamo a un senso di stabilità interiore e benessere mentale. Vogliamo sentirci validi, capaci e soddisfatti della nostra vita. L’aspirazione fondamentale non è necessariamente essere “i migliori” in assoluto, ma percepire un’evoluzione personale e sentire che la nostra esistenza ha valore. Andrea Guerri tocca questo punto nevralgico parlando della nostra salute mentale e di come, naturalmente, cerchiamo ispirazione negli altri per migliorare.

P – Problema: La Teoria del Confronto Sociale “Truccata”

Qui il video entra nel vivo della questione. Il dottor Guerri rispolvera la Teoria del Confronto Sociale di Leon Festinger (1954). Secondo questa teoria, l’essere umano non sa valutarsi in termini assoluti, ma solo relativi: ci misuriamo confrontandoci con gli altri.

Il problema sorge perché i social media hanno mandato in cortocircuito questo meccanismo.

  • Il confronto verso l’alto: Normalmente, vedere qualcuno più bravo di noi dovrebbe ispirarci. Sui social, però, la distanza percepita tra noi e le vite “plastificate” e perfette degli influencer è talmente abissale da generare frustrazione e impotenza anziché motivazione.
  • Il confronto impari: Come spiega brillantemente Guerri, stiamo confrontando il nostro “dietro le quinte” (fatto di noia, difetti, stanchezza) con il “trailer” dei momenti migliori degli altri. È una partita persa in partenza.
  • L’uso passivo: Scorrere il feed senza interagire (scrolling passivo) è tossico. Il nostro cervello elabora immagini di perfezione irraggiungibile selezionate da un’Intelligenza Artificiale programmata per massimizzare l’engagement, non il nostro benessere. Guerri cita anche i “Facebook Files”, documenti interni che provavano come le piattaforme fossero consapevoli dei danni all’immagine corporea, specialmente negli adolescenti, ma abbiano continuato a ottimizzare l’algoritmo per il profitto.

P – Progetto: Strategie di “Igiene Mentale”

Come uscirne? Non possiamo “spegnere Internet”, ma possiamo cambiare il modo in cui il nostro cervello processa questi dati. Dal video emergono tre pilastri strategici che formano il nostro Progetto di miglioramento:

  1. Sposta il confronto dal “sociale” al “temporale”: Questa è la chiave di volta. Smetti di paragonarti agli altri. Inizia a paragonare il te stesso di oggi con il te stesso di ieri. Stai progredendo? Hai imparato qualcosa di nuovo rispetto al mese scorso? Questa è l’unica metrica che conta per la tua crescita.
  2. Passa all’uso attivo: Rompi il vetro dello schermo. Non essere uno spettatore passivo di vite altrui. Se usi i social, interagisci, scrivi, crea relazioni vere. Torna a trattare gli altri come esseri umani e non come icone da invidiare.
  3. Pulizia del Feed (Decluttering Digitale): Se un account ti fa sentire inadeguato, smetti di seguirlo. Guerri lo definisce un atto di “igiene mentale”, non di maleducazione. Seleziona attivamente ciò con cui nutri alla tua mente.

O – Opportunità: Riconquistare la propria Narrazione

L’opportunità che ne deriva è immensa. Applicando questi filtri, trasformiamo lo strumento tecnologico da padrone a servo. Smettendo di cercare validazione esterna (la “economy of likes”), ci diamo l’opportunità di costruire un’autostima solida, basata su valori interni e progressi reali.

Liberarsi dall’algoritmo dell’infelicità significa liberare tempo ed energie mentali per lavorare sui propri obiettivi reali, invece di angosciarsi per i successi (spesso finti) altrui.


Il Consiglio del Coach:

Questo video è una risorsa preziosa per chiunque voglia comprendere le dinamiche psicologiche dietro lo schermo. L’analisi di Andrea Guerri è profonda, basata su dati e priva di sensazionalismi.

Ti invito caldamente a seguire il suo canale YouTube, Andrea Guerri – PsicoPensieri, per altri contenuti di altissima qualità sulla psicologia e il benessere mentale.

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Riprenditi il tuo tempo, riprenditi il tuo valore.

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