Come riconoscere le bufale #webeducation

Dobbiamo comprendere che un web migliore parte sempre dalla cultura dei suoi utenti.

Troppe persone ancora cliccano a caso sul display del loro smartphone e spesso di trovano in siti pieni di virus e notizie false che fanno perdere credibilità all’uso di Internet come strumento educativo.

Per i lettori di sensodellavita.com un comodo riepilogo di quanto il meglio del web può offire per imparare a riconoscere e non essere untore di messaggi falsi, virus e fake news. Non ci stancheremo mai di dire che purtroppo spesso le fake news vengono pensate e diffuse fuori dal web (giornali venduti ai politici, storici senza dignità…) però è importante anche fermare il dilagante fenomeno delle bufale, aiutando anche i nostri amici a non rimanere vittima dei tranelli posti in rete per attirare gli utenti inconsapevoli.

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Se sei interessato ad un corso di webeducation visita la pagina sensodellavita.com/corsi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

articolo dedicato a #will z

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#esploratestesso – La conoscenza e la fiducia come motore del nuovo mondo digireale

I sistemi sociali in cui è bassa la fiducia (o alta la diffidenza) sono quelli in cui si vive peggio. La mancanza di regole chiare ed un sottobosco di pratiche di business non chiare (corruzione) è la zavorra di cui l’Italia dovrebbe liberarsi.

In questo video scoprirai perchè la conoscenza non è più un vantaggio competitivo e come possiamo comprendere meglio il mondo esterno così diverso da quello dei nostri genitori.

Articolo offerto da Bed&Breakfast  Villa Comics. Prenota subito la tua vacanza con codice sconto #ec1112.

Simone Tornabene si occupa di Digital Strategy e Social Media. Ex allievo SSC, ha lavorato come Head of Digital presso il gruppo Mondadori, ed è oggi membro di Digital Dictionary e insegnante presso l’Università IED, Università di Torino e Università di Parma. Appassionato di Oriente e praticante di Ashtanga Yoga, è spesso invitato a parlare in pubblico riguardano il come i canali digitali possono generare vantaggi strategici e radicali.

E’ la mancanza di senso ad uccidere la scuola | Elena Ugolini

Una bellissima lezione che potrebbe essere estesa oltre che alla scuola anche alla società. 10 minuti per sognare e per ritrovare un po’ te stesso. Se ti è piaciuto clicca su t.me/condividi

Educare i figli

Educare i figli è come tenere in mano una saponetta bagnata: se la stringi troppo schizza via; se la stringi poco, non la tieni in mano.
Educare è come costruire un capolavoro di equilibrio!

Educare è come insegnare ad andare in bicicletta: il bambino ha bisogno di essere sorretto e al tempo stesso di essere libero. Come la lavanda diventa fieno se le togli il profumo, così l’educazione diventa allevamento se le togli i valori .
Don Pino Pellegrino

#società – Il giornalista aggredito, una “guerra” di mafia e il silenzio di media e politica

Le catene che è utile condividere:

In Italia troppo silenzio sulle mafie. Forse è il caso che i cittadini inizino a far vedere da che parte stanno. Se i media e la politica non ne parlano, ne possiamo parlare noi sui nostri profili social.

«La domanda ora è: un omicidio di mafia ogni 11 giorni dall’aprile scorso è o no una guerra di mafia da raccontare? È un tema o no che la mafia garganica stia devastando un territorio attraverso l’utilizzo di estorsioni a tappeto dalle quali sfuggono pochissimi imprenditori che hanno il coraggio di denunciare? È una notizia o no che saltano in aria auto per intimidire gli imprenditori? È una notizia o no che si ammazzano le persone in pieno centro in una località tra le più belle d’Italia?». Per Trocchia, inoltre, a ciò si aggiunge «una ridondanza stantia: ci occupiamo cioè di certi temi, in occasione degli anniversari o di fenomeni mediatici che possono essere collegati a fiction, a film, a libri, però poi la complessità del quotidiano è completamente abbandonata». Ecco perché per il giornalista bisogna creare le condizioni, con un lavoro e un impegno lento, perché certe cose non accadano, a partire dalla violenza subita.


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www.valigiablu.it/aggressione-giornalista-nello-trocchia-vieste/