Il Comune che funziona bene — Marco Costanzo · sezione 29 di 46 · Parte quinta — OPPORTUNITÀ: ciò che si apre
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«Nel campo dell’osservazione, il caso favorisce soltanto le menti preparate.»
— Louis Pasteur, discorso per l’insediamento della Facoltà di scienze di Lille, 7 dicembre 1854
Che cosa imparerai
In questo capitolo imparerai a vedere le opportunità di un piccolo comune non come colpi di fortuna, ma come porte che si tengono socchiuse con piccole azioni costanti. Conoscerai la casualità pianificata, l’opzionalità, e le principali famiglie di opportunità per un piccolo paese: fondi pubblici, gestioni associate con altri comuni, reti, imprese di comunità, risorse invisibili. Imparerai anche a distinguere un’opportunità vera da una trappola travestita.
Il bando che arriva il venerdì
Il venerdì pomeriggio arriva una mail: un bando regionale, scadenza tra tre settimane, contributi per la rigenerazione dei borghi. Il sindaco legge, si entusiasma, chiama l’ufficio tecnico. L’ufficio tecnico è una persona sola, già sommersa. Si cerca un progettista esterno, si scrive un progetto in dieci giorni, lo si invia all’ultimo minuto. A volte si vince. Spesso no. Quasi sempre il progetto non c’entra niente con il programma del mandato.
È il modo di rincorrere le opportunità. Ed è lo stesso modo di rincorrere le urgenze del capitolo introduttivo.
Il metodo APPO propone un’altra strada. Le opportunità non si rincorrono: si preparano.
Casualità pianificata e porte socchiuse
Il metodo APPO usa la teoria della casualità pianificata di John Krumboltz, Kathleen Mitchell e Al Levin (1999): molte svolte importanti nascono da eventi non previsti, ma la probabilità che accadano, e che vengano colte, cresce con piccole azioni costanti, curiosità, persistenza, flessibilità.
E hai incontrato l’opzionalità di Nassim Taleb: costruire una situazione in cui, qualunque cosa accada, si abbia più da guadagnare che da perdere. Molte piccole azioni a basso costo che, se vanno bene, aprono possibilità sproporzionate.
Per un comune questo significa una cosa precisa: avere i progetti pronti prima che esca il bando. Il comune che ha già in un cassetto la diagnosi, le schede progetto del mandato, qualche progetto di fattibilità, i contatti con i comuni vicini, non rincorre il bando: lo aspetta. Quando arriva, sceglie se partecipare in base al programma, non in base alla scadenza.
Il cassetto dei progetti
Un’amministrazione APPO tiene un cassetto dei progetti: un archivio, anche solo una cartella condivisa, con i progetti del mandato e quelli «da preparare» della matrice del capitolo 11, ciascuno a un diverso livello di maturità.
Livello 1: l’idea, con la scheda APPO compilata.
Livello 2: lo studio di fattibilità, con costi, tempi, autorizzazioni, costi di gestione.
Livello 3: il progetto pronto, con gli elaborati tecnici richiesti dai bandi più comuni.
Ogni anno, nel bilancio, si destina una piccola somma per far avanzare di un livello due o tre progetti del cassetto. È il seme della casualità pianificata: una spesa piccola e certa che aumenta di molto la probabilità di un’opportunità grande e incerta.
Le famiglie di opportunità
I fondi pubblici. Fondi europei della programmazione 2021–2027 gestiti dalle Regioni, fondi statali per i piccoli comuni e per le aree interne, bandi di fondazioni bancarie e private. Il ciclo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) si chiude nel 2026: per molti comuni la sfida dei prossimi anni sarà soprattutto gestire e mantenere ciò che è stato realizzato con quei fondi. [da verificare: programmi e bandi attivi alla data di pubblicazione] La regola del capitolo 7 vale sempre: nessun contributo per investimenti senza un piano per i costi di gestione.
Le gestioni associate. Un piccolo comune da solo non può avere un ufficio tecnico forte, un ufficio progettazione, un esperto di fondi europei, un servizio sociale strutturato. Insieme ad altri cinque comuni della valle, sì. Le unioni di comuni, le convenzioni e gli uffici comuni sono tra le opportunità più sottovalutate: permettono di condividere personale, competenze e costi. E i comuni associati pesano molto di più nei rapporti con la Regione e l’azienda sanitaria: è il modo più efficace per allargare la zona dell’influenza del capitolo 6.
Le reti di comuni. Associazioni di piccoli comuni, reti tematiche (borghi, cammini, comuni costieri, aree protette), gemellaggi. Servono a imparare da chi ha già risolto lo stesso problema: è la classe di riferimento del capitolo 11, in carne e ossa.
Le imprese di comunità. In alcuni paesi i cittadini si sono organizzati in cooperative di comunità per gestire servizi che il mercato non offriva più: il negozio di alimentari, il bar, la manutenzione del verde, l’accoglienza turistica, la gestione di un rifugio. Il comune non le crea, ma può favorirle: concedendo locali, semplificando le procedure, affidando servizi con gli strumenti della co-progettazione del capitolo 14.
Le persone che tornano e quelle che arrivano. Chi può lavorare a distanza, chi va in pensione e cerca un luogo più lento, chi cerca una casa a un prezzo accessibile. Sono opportunità reali per molti piccoli paesi, a una condizione: che il paese abbia i servizi di base, a cominciare dalla connessione. È per questo che, a Valdiporto, la connessione nella frazione sul fiume è entrata tra i progetti del mandato.
Le risorse invisibili
Le opportunità più grandi di un piccolo paese, spesso, non arrivano da fuori. Sono già lì, e nessuno le vede come risorse.
Gli anziani attivi, con competenze e tempo: ex artigiani, ex insegnanti, ex infermieri.
Gli edifici vuoti, pubblici e privati, che possono diventare servizi, abitazioni, laboratori, se si riesce a sbloccarne l’uso.
Le competenze dei giovani emigrati, che amano il paese e possono aiutare a distanza: un ingegnere a Milano che rivede gratuitamente un progetto, una ricercatrice all’estero che aiuta a scrivere un bando europeo.
Le associazioni, spesso numerosissime anche nei paesi più piccoli, ognuna con il proprio piccolo patrimonio di volontari e relazioni.
Nel metodo APPO l’Opportunità non è mai un punto di arrivo: è l’ingresso del giro successivo. Ogni risorsa invisibile riconosciuta diventa materia per una nuova aspirazione.
Come riconoscere un’opportunità falsa
Non tutto ciò che si presenta come opportunità lo è. Uno dei libri del metodo propone, per giudicare qualunque strumento, una domanda che vale anche per le proposte che arrivano in municipio: questa proposta riduce l’attrito verso la nostra aspirazione, o lo aumenta?
E propone di riconoscere le leve della persuasione nelle offerte che arrivano in municipio: la scarsità («il bando chiude domani»), la riprova sociale («l’hanno già fatto cento comuni»), l’autorità («è un progetto approvato dal ministero»). Nessuna di queste è un argomento: sono spinte. Un’opportunità vera resiste alle tre domande del capitolo 7: chi la userà, quanto costerà nel tempo, chi la pagherà.
Scheda riepilogativa — Capitolo 24
I concetti chiave
Le opportunità non si rincorrono: si preparano, perché il caso favorisce le menti preparate (Pasteur, 1854). La casualità pianificata (Krumboltz, Mitchell e Levin, 1999) e l’opzionalità (Taleb) suggeriscono molte piccole azioni a basso costo che aumentano la probabilità di occasioni grandi. Il cassetto dei progetti, con tre livelli di maturità e una piccola somma annua per farli avanzare, trasforma i bandi da emergenze in scelte. Le famiglie di opportunità sono fondi pubblici, gestioni associate, reti di comuni, imprese e cooperative di comunità, persone che tornano o arrivano. Le risorse invisibili sono già in paese: anziani attivi, edifici vuoti, emigrati, associazioni. Un’opportunità falsa si riconosce dalle leve della persuasione e dai costi di gestione non previsti.
Le tue domande di verifica
1. Quanti bandi ha vinto il tuo comune negli ultimi cinque anni? Quanti di quei progetti erano nel programma?
2. Il tuo comune ha un cassetto dei progetti? A che livello è il progetto più maturo?
3. Con quali comuni vicini potresti condividere un servizio o un ufficio?
4. Quali sono le tre risorse invisibili più grandi del tuo paese?
Esercizio per chi amministra
Costruisci il cassetto dei progetti del tuo comune: elenca tutti i progetti del programma e quelli da preparare, assegna a ciascuno il livello di maturità (idea, fattibilità, pronto), e scegli i tre che, con una piccola spesa, potrebbero salire di livello quest’anno. Poi scrivi l’inventario delle risorse invisibili, con almeno dieci voci.
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