Il Comune che funziona bene — Marco Costanzo · sezione 10 di 46 · Parte seconda — PROBLEMA: la verità del paese
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«Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci schiacciano, e soffriamo più spesso nell’immaginazione che nella realtà.»
— Seneca, Lettere a Lucilio, lettera 13, 4
Che cosa imparerai
In questo capitolo imparerai a distinguere il sintomo dalla causa, il problema che dipende dal comune da quello che non dipende, e il problema vero da quello che è comodo nominare. Applicherai i cinque perché a un problema del tuo paese, conoscerai le tre zone del comune (scelta, influenza, destino) e imparerai a scegliere pochi problemi su cui concentrare il mandato.
Il problema che si dice in piazza
In ogni paese c’è un problema che tutti nominano. A Valdiporto erano i parcheggi d’estate. Altrove sono le buche, il degrado, i rifiuti abbandonati, «i giovani che non hanno niente da fare».
Spesso sono problemi reali. Ma sono quasi sempre sintomi. E il sintomo ha una caratteristica pericolosa: si vede benissimo, quindi è facile da promettere. «Rifaremo le strade.» «Più parcheggi.» «Più controlli.» Si promette di curare il sintomo, lo si cura, e il problema vero continua a lavorare sotto.
I cinque perché in municipio
Il metodo APPO usa uno strumento semplice per scendere dal sintomo alla causa: i cinque perché, resi celebri da Taiichi Ohno nel sistema di produzione della Toyota. Davanti a un problema si chiede «perché?», poi si chiede di nuovo «perché?» alla risposta, finché si arriva a qualcosa su cui si può agire.
Prova con i parcheggi di Valdiporto.
Perché d’estate non si trova parcheggio in piazza? Perché arrivano i turisti diretti al mare.
Perché i turisti parcheggiano in piazza e non vicino al porticciolo? Perché il parcheggio del porticciolo è sterrato, non segnalato e d’estate si allaga quando piove.
Perché nessuno lo ha sistemato? Perché l’area è di proprietà demaniale e il comune non ha mai chiesto la concessione.
A questo punto il problema è cambiato natura. Non serve un parcheggio nuovo in centro: serve una pratica di concessione, un po’ di ghiaia drenante e tre cartelli. Il costo scende di dieci volte.
E continuando:
Perché i residenti si lamentano così tanto? Perché molti di loro, anziani, devono andare in farmacia proprio in piazza, e senza parcheggio non riescono.
Perché devono andare in auto? Perché non esiste nessun altro modo di arrivarci dalla frazione.
Ecco il problema vero sotto il problema detto in piazza: l’accesso ai servizi per chi non guida. Lo stesso che era emerso al primo posto nel questionario a campione del capitolo 2.
Un’avvertenza vale anche qui: con le persone, il «perché» ripetuto può suonare come un interrogatorio. In un’assemblea usa forme più gentili: «Che cosa succede, esattamente, quando non trovate posto?», «Che cosa vi costringe a prendere l’auto?».
Le tre zone del comune
Il metodo APPO distingue, nella vita di una persona, tre zone: il destino (ciò che non dipende da noi), l’influenza (ciò che dipende da noi in parte), la scelta (ciò che dipende interamente da noi). Un comune ha le stesse tre zone, e confonderle è uno degli errori più costosi della politica locale.
La zona della scelta contiene le funzioni che il comune esercita direttamente: urbanistica e edilizia, viabilità comunale, illuminazione, servizi sociali di base, scuola dell’infanzia e servizi scolastici (mensa, trasporto, edifici), polizia locale, raccolta dei rifiuti (spesso in forma associata), tributi locali, cultura, sport, organizzazione dei propri uffici. Qui il comune decide.
La zona dell’influenza contiene ciò che il comune non decide ma può spostare: la sanità territoriale (decide la Regione con l’azienda sanitaria, ma il comune può offrire locali, chiedere, coordinarsi), il trasporto pubblico extraurbano, la connessione internet, le scuole superiori, la viabilità provinciale, le grandi infrastrutture. Qui il comune negozia, si allea con altri comuni, presenta dati, insiste.
La zona del destino contiene ciò che il comune non può cambiare: la demografia nazionale, le crisi economiche, il clima, le leggi dello Stato. Qui il lavoro non è cambiare, ma prepararsi e adattarsi.
Il principio del capitolo 0 vale anche per un comune: la zona della scelta, usata con metodo, allarga la zona dell’influenza. Un comune che ha i propri dati in ordine, che si è unito ad altri cinque paesi della valle e che si presenta in Regione con una proposta precisa sull’ambulatorio pesa molto di più di un sindaco che telefona arrabbiato.
Quanto pesa la zona della scelta
Dopo tante pagine sui limiti del comune, un lettore potrebbe chiedersi: allora che cosa conta davvero chi amministra? La risposta, nei numeri, è: molto.
Prendi il bilancio di Valdiporto (inventato, ma con proporzioni plausibili per un comune di quelle dimensioni): circa 2,1 milioni di euro di spesa corrente l’anno, quaranta chilometri di strade comunali, la mensa e il trasporto di settantaquattro bambini, i servizi sociali di base, l’illuminazione, la raccolta dei rifiuti, i tributi locali, i tempi di ogni pratica allo sportello. Tutto questo sta nella zona della scelta, o molto vicino. Per una famiglia di un piccolo paese il comune è spesso la parte dello Stato che si vede di più, e quella che si può cambiare di più con il proprio voto.
Fai lo stesso conto sul tuo comune, con il rendiconto in mano: è il miglior antidoto contro l’idea che «tanto non dipende da noi».
Il programma che promette il destino
Un programma che promette cose della zona del destino è un programma che mente, anche quando chi lo scrive è in buona fede. «Riporteremo i giovani in paese.» «Fermeremo lo spopolamento.» «Riapriremo l’ospedale.»
Un programma APPO le riscrive in termini onesti. «Lo spopolamento dipende in gran parte da fattori che il comune non controlla. Sui fattori che controlliamo — casa, connessione, servizi per le famiglie, opportunità di lavoro da remoto — ci impegniamo a…». È meno spettacolare. È anche l’unica promessa che si potrà verificare.
Pochi problemi, scelti bene
Dalla diagnosi esce sempre una lista lunga di problemi. Nessuna amministrazione può affrontarli tutti con la stessa forza, e chi ci prova finisce per affrontarne tanti male.
Il metodo chiede di scegliere da tre a cinque problemi principali per il mandato. Si scelgono con tre domande.
Quanto pesa? Quante persone tocca, e quanto gravemente? Quanto è legato all’aspirazione?
Quanto dipende da noi? Sta nella zona della scelta, dell’influenza o del destino?
Quanto è radice? Risolverlo renderebbe più facile risolvere altri problemi? L’accesso ai servizi per chi non guida, a Valdiporto, toccava salute, anziani soli, commercio in piazza e perfino i parcheggi.
Gli altri problemi non spariscono: vengono gestiti con l’amministrazione ordinaria. Ma il mandato, la sua energia e il suo racconto si concentrano su quei pochi.
Il problema di comodo della lista
Un’ultima forma di problema di comodo riguarda chi si candida. A volte il problema che una lista sceglie è quello su cui è più facile attaccare l’avversario, non quello che pesa di più sul paese. È una tentazione forte, e sterile: si vince la polemica, si perde il mandato.
La domanda che la smaschera è semplice: se nessuno lo sapesse mai, se non portasse un solo voto, sceglieresti ancora questo problema?
Scheda riepilogativa — Capitolo 6
I concetti chiave
Il problema detto in piazza è spesso un sintomo, facile da promettere e inefficace da curare. I cinque perché (Ohno) portano dal sintomo alla causa, a volte riducendo i costi di dieci volte. Il comune ha tre zone: scelta (funzioni proprie), influenza (sanità, trasporti, connessione, scuole superiori), destino (demografia, clima, leggi): usare bene la prima allarga la seconda. Promettere il destino è mentire. Il mandato si concentra su tre–cinque problemi scelti per peso, dipendenza dal comune e capacità di essere radice di altri. Il problema scelto per attaccare l’avversario è un problema di comodo.
Le tue domande di verifica
1. Qual è il problema più nominato nel tuo paese? Applica i cinque perché: dove arrivi?
2. Elenca dieci problemi del tuo comune e collocali nelle tre zone.
3. Quale promessa dell’ultimo programma elettorale del tuo paese apparteneva alla zona del destino?
4. Quale problema, tra quelli che hai elencato, è radice di altri?
Esercizio per chi amministra
Dalla diagnosi del capitolo 5 ricava una lista completa dei problemi del tuo comune. Dai a ciascuno un punteggio da 1 a 5 su peso, dipendenza dal comune e capacità di essere radice. Scegli i tre–cinque con il punteggio più alto e scrivi, per ciascuno, una riga che lo descriva senza colpe e senza aggettivi.
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