Il Comune che funziona bene — Marco Costanzo · sezione 9 di 46 · Parte seconda — PROBLEMA: la verità del paese
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«Dividere ciascuna delle difficoltà che esaminassi in tante parti quante fosse possibile e necessario per risolverle meglio.»
— René Descartes, Discorso sul metodo (1637), parte seconda
Che cosa imparerai
In questo capitolo imparerai a fare la diagnosi del tuo comune con lo ZDC, il metodo di studio da cui è nato APPO: zoomare fuori per vedere il sistema, zoomare dentro per trovare il punto decisivo, descrivere con i fatti, controllare con le fonti. Conoscerai le sei aree della diagnosi, le fonti pubbliche gratuite da cui partire e il modo di presentare la diagnosi ai cittadini senza trasformarla in un atto d’accusa contro chi c’era prima.
Il medico e il paese
C’è un’immagine che il metodo usa spesso: la persona che va dal medico con un’ulcera e dice di avere un po’ di mal di pancia. Riceve una cura per il mal di pancia, esce sollevata, e l’ulcera continua a scavare.
Un paese funziona nello stesso modo. Se la diagnosi è sbagliata, il programma più generoso diventa una cura per il problema sbagliato. E la diagnosi, in politica, è sbagliata molto spesso: perché la si fa a memoria, perché la si fa sulle impressioni, perché la si fa per dare torto a chi governava prima.
Una diagnosi APPO è un’altra cosa. È un’osservazione onesta del territorio, fatta con i dati, prima di decidere che cosa promettere.
Lo ZDC applicato al comune
Lo ZDC — Zooma, Descrivi, Controlla — nasce da una metafora del software: un sistema complesso non si legge riga per riga, prima si guarda l’architettura. Lo stesso vale per un paese.
Zooma fuori. Si guarda il comune dall’alto, nel tempo e nello spazio. Com’era vent’anni fa? Come sono i comuni vicini? Che cosa sta succedendo nell’area interna, nella provincia, nella valle? Molti problemi di un piccolo paese non nascono dentro i suoi confini: nascono nel sistema di cui fa parte.
Zooma dentro. Si cerca il punto decisivo: la frazione che si svuota più in fretta, la fascia d’età che manca, il servizio che quando si interrompe fa saltare tutto il resto.
Descrivi. Si scrive ciò che si è trovato con fatti osservabili, non con giudizi. «Il paese muore» è un giudizio. «Nell’ultimo decennio i residenti tra 20 e 39 anni sono diminuiti di un terzo, mentre gli over 75 sono aumentati» è una descrizione.
Controlla. Si verifica ogni dato su una fonte, e si fa una previsione che potrebbe smentire la propria lettura. «Se il problema principale è il lavoro, chi se ne va dovrebbe andare soprattutto dove c’è lavoro. Se è la casa, dovrebbe andarsene anche chi lavora in zona.»
Le sei aree della diagnosi
Una diagnosi completa di un piccolo comune tocca sei aree. Per ciascuna trovi nell’appendice D gli indicatori e le fonti.
1. Persone. Popolazione e sua evoluzione, struttura per età, indice di vecchiaia, nascite e decessi, saldo migratorio, famiglie unipersonali, residenti stranieri, popolazione stagionale.
2. Servizi. Scuole e loro iscritti, presidi sanitari, farmacie, sportelli postali e bancari, trasporto pubblico, connessione internet, servizi sociali, servizi per l’infanzia, distanze e tempi per raggiungerli.
3. Economia e lavoro. Imprese attive per settore, aperture e chiusure, redditi medi dichiarati, agricoltura, turismo, pendolarismo verso altri comuni.
4. Territorio e ambiente. Uso del suolo, edifici vuoti, rischio idrogeologico e sismico, rifiuti, acqua, energia, paesaggio, beni culturali.
5. Comunità. Associazioni, volontariato, eventi, luoghi di incontro, partecipazione al voto, fiducia percepita.
6. Istituzione. Bilancio, personale comunale, debito, capacità di progettazione, gestioni associate con altri comuni, contenziosi. A quest’area dedichiamo il capitolo 7.
Le fonti pubbliche, gratuite, sottovalutate
Uno degli errori più comuni di chi si candida è pensare di non avere dati. In realtà un piccolo comune ha a disposizione molte più informazioni di quante ne usi.
Istat pubblica dati demografici comunali aggiornati ogni anno, e i risultati del censimento permanente.
L’anagrafe comunale può produrre, su richiesta dell’amministrazione e nel rispetto dei dati personali, tabelle aggregate per età, frazione e anno.
I portali di finanza pubblica permettono di consultare i bilanci comunali: la Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP) del Ministero dell’economia e, in forma più leggibile, portali come OpenBilanci; il portale OpenCivitas mette a confronto la spesa di ogni comune con i suoi fabbisogni standard e con quella di comuni simili.
Le Camere di commercio forniscono dati sulle imprese attive.
ISPRA pubblica il catasto dei rifiuti per comune; le mappe del rischio idrogeologico sono consultabili sul portale nazionale dedicato.
Le mappe ufficiali della banda ultralarga mostrano lo stato della copertura per indirizzo.
Il Ministero dell’interno pubblica i risultati elettorali storici di ogni comune.
[da verificare: indirizzi aggiornati dei portali alla data di pubblicazione, da riportare nell’appendice D]
Accanto ai dati pubblici ci sono quelli che il comune produce da sé: le pratiche edilizie, le domande di contributo, le segnalazioni dei cittadini, i registri della mensa e del trasporto scolastico. Sono una miniera, quasi sempre dimenticata nei cassetti.
La diagnosi di Valdiporto
Anna e tre persone della sua lista passarono sei fine settimana sui dati. Ecco alcune delle frasi della loro diagnosi, scritte con la regola dei fatti osservabili.
In dieci anni Valdiporto è passata da 2.710 a 2.380 residenti. Il calo si concentra nella frazione sul fiume (meno 21 per cento) e nella fascia tra 20 e 39 anni (meno 31 per cento).
Gli over 75 sono 412; 138 vivono soli. 61 di loro non hanno l’auto e abitano a più di due chilometri dall’ambulatorio.
La scuola primaria ha 74 iscritti in quattro pluriclassi. Nei prossimi cinque anni, in base ai nati già registrati, gli iscritti scenderanno a circa 60.
La frazione sul fiume è l’unica senza connessione veloce. Nelle interviste due famiglie con figli hanno indicato la connessione come motivo principale per cui stanno pensando di trasferirsi.
La spesa corrente per abitante è in linea con quella dei comuni simili; la spesa per il sociale è inferiore.
Nessuna di queste frasi accusa nessuno. Tutte si possono controllare. E insieme dicono già moltissimo su dove dovrà concentrarsi il programma.
Presentare la diagnosi al paese
La diagnosi va restituita ai cittadini prima del programma. È uno degli atti più rispettosi che una lista possa compiere: «Ecco che cosa abbiamo visto. Ditemi se abbiamo visto male.»
Tre regole per farlo bene.
Niente colpe. Una diagnosi che diventa un processo all’amministrazione uscente viene letta come propaganda, e perde credibilità anche dove è vera. I dati parlano da soli.
Tutte le fonti visibili. Ogni numero con la sua fonte e la sua data.
Spazio per le correzioni. Chi conosce il paese meglio di te correggerà qualcosa. Ringrazialo, e correggi.
Scheda riepilogativa — Capitolo 5
I concetti chiave
Una diagnosi sbagliata produce cure perfette per il problema sbagliato. Lo ZDC applicato al comune chiede di zoomare fuori (tempo, comuni vicini, area vasta), zoomare dentro (il punto decisivo), descrivere con fatti osservabili e controllare con fonti e previsioni. Le sei aree della diagnosi sono persone, servizi, economia e lavoro, territorio e ambiente, comunità, istituzione. Le fonti pubbliche gratuite sono molte (Istat, anagrafe, BDAP, OpenCivitas, Camere di commercio, ISPRA, mappe della banda ultralarga) e il comune produce a sua volta dati preziosi. La diagnosi va restituita al paese senza colpe, con le fonti, chiedendo correzioni.
Le tue domande di verifica
1. Quale problema del tuo paese nasce fuori dai suoi confini?
2. Riscrivi «il paese muore» come descrizione con fatti osservabili, usando dati veri del tuo comune.
3. Quali dati produce già il tuo comune che nessuno guarda?
4. Che previsione faresti per mettere alla prova la tua lettura del principale problema del paese?
Esercizio per chi amministra
Compila la diagnosi del tuo comune sulle sei aree, con almeno tre fatti osservabili per area e la fonte di ciascuno. Scrivi tutto in non più di quattro pagine. Fai leggere il documento a tre testimoni privilegiati e annota le loro correzioni.
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