Il Comune che funziona bene — Marco Costanzo · sezione 34 di 46 · Parte sesta — IL PROTOCOLLO DELL’AMMINISTRATORE APPO
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«Ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto.»
— Manifesto Russell-Einstein, Londra, 9 luglio 1955
Che cosa imparerai
In questo capitolo troverai i quindici impegni del codice etico APPO per chi si candida e per chi amministra. Capirai perché un codice scritto prima serve proprio nei giorni in cui sarebbe facile dimenticarlo, e come renderlo pubblico perché i cittadini possano usarlo come metro.
Il giorno in cui il potere comincia a piacere
C’è un momento, in quasi ogni mandato, in cui il potere comincia a piacere. Le persone ti fermano per strada per chiederti favori. Gli avversari diventano nemici. Le critiche sembrano ingratitudine. Una piccola scorciatoia sembra giustificata dal bene che si sta facendo.
In quel momento, un codice etico scritto prima, firmato pubblicamente, riletto ogni tanto, è ciò che separa un amministratore da un notabile.
I quindici impegni
1. Verità. Dirò ciò che so, dichiarerò ciò che non so, distinguerò le mie opinioni dai fatti.
2. Verifica. Prima di usare un dato, una notizia o una norma per una decisione pubblica, ne controllerò la fonte.
3. Ascolto rappresentativo. Cercherò la voce di chi non viene alle assemblee, e dichiarerò sempre quale peso avrà la partecipazione che chiedo.
4. Promesse verificabili. Non prometterò ciò che non dipende dal comune, ciò che non ha copertura, favori individuali, azioni contro persone. Ogni mia promessa avrà un numero e una data.
5. Imparzialità. Tratterò allo stesso modo chi mi ha votato e chi no, chi mi sostiene e chi mi critica.
6. Conflitti di interesse. Dichiarerò i miei interessi all’inizio del mandato, e uscirò dalla stanza ogni volta che una decisione li tocca.
7. Responsabilità verso i più deboli. In ogni decisione mi chiederò che cosa cambia per chi ha meno voce: bambini, anziani soli, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, residenti stranieri.
8. Responsabilità verso il futuro. Non scaricherò sulle generazioni future costi che oggi non ho il coraggio di affrontare: debito, suolo, costi di gestione.
9. Persuasione onesta. Non userò su cittadini ed elettori tecniche che funzionano solo finché non vengono scoperte.
10. Rispetto degli avversari. Criticherò le idee, non le persone. Darò alla minoranza accesso ai dati e riconoscerò pubblicamente quando ha ragione.
11. Trasparenza dei risultati. Pubblicherò gli indicatori, renderò conto ogni anno in pubblico, terrò aggiornato il registro degli impegni.
12. Ammissione degli errori. Quando sbaglierò, lo dirò, spiegherò perché e che cosa farò di diverso.
13. Collaborazione tra comuni. Cercherò la soluzione che avvantaggia anche i comuni vicini, non quella che sposta i problemi oltre il confine.
14. Successione. Lavorerò perché il paese abbia bisogno di me un po’ meno alla fine del mandato che all’inizio.
15. Misura del potere. Rileggerò questo codice ogni sei mesi, e chiederò a una persona di fiducia, fuori dalla mia squadra, di dirmi dove lo sto tradendo.
Rendere pubblico il codice
Un codice etico privato è un buon proposito. Un codice etico pubblico è un impegno.
Il metodo APPO suggerisce di inserirlo nel programma elettorale (sezione 9 dell’appendice B), di farlo firmare a tutti i candidati della lista, e di pubblicarlo sul sito del comune dopo l’elezione. Così i cittadini possono usarlo come metro, e la minoranza può richiamarlo in consiglio.
È scomodo, lo so. È esattamente per questo che funziona.
Torna al foglio dell’introduzione
Nell’esercizio dell’introduzione hai scritto perché vuoi candidarti, e che cosa vorresti che i tuoi concittadini dicessero del paese alla fine del tuo mandato. Rileggilo adesso, accanto ai quindici impegni.
Se le due cose stanno insieme, sei pronto. Se no, è il momento di chiederti quale delle due cambiare.
Scheda riepilogativa — Capitolo 29
I concetti chiave
Un codice etico scritto prima serve nel giorno in cui il potere comincia a piacere. I quindici impegni: verità, verifica, ascolto rappresentativo, promesse verificabili, imparzialità, conflitti di interesse, responsabilità verso i più deboli, responsabilità verso il futuro, persuasione onesta, rispetto degli avversari, trasparenza dei risultati, ammissione degli errori, collaborazione tra comuni, successione, misura del potere. Il codice diventa un impegno quando è pubblico, firmato dai candidati e usato dai cittadini come metro.
Le tue domande di verifica
1. Quale dei quindici impegni ti sembra più difficile da mantenere in un paese piccolo? Perché?
2. Quale impegno è stato più spesso tradito nella storia amministrativa del tuo paese?
3. Chi potrebbe essere la persona di fiducia, fuori dalla tua squadra, a cui chiedere di dirti dove sbagli?
Esercizio per chi amministra
Ricopia a mano i quindici impegni. Accanto a ciascuno scrivi una situazione concreta, nel tuo paese, in cui ti sarebbe difficile rispettarlo, e che cosa farai in quella situazione. Poi fai leggere il codice alla tua squadra e chiedi a ciascuno se è disposto a firmarlo.
Fine della parte — Se sei in minoranza · Se sei un cittadino
Se sei in minoranza. Il protocollo funziona anche per te: due righe al giorno sul tuo ruolo, mezz’ora alla settimana con il tuo gruppo, il cruscotto ogni mese. Firma il codice etico anche se la maggioranza non lo fa: è il modo più chiaro per dire come governeresti.
Se sei un cittadino. Leggi il codice etico dei tuoi amministratori, se l’hanno firmato, e usalo come metro. Se non l’hanno firmato, chiedi perché.
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