Lettera al lettore

Caro amico, cara amica,

vorrei cominciare questo nostro incontro con una domanda. Non devi rispondere subito: alcune risposte hanno bisogno di silenzio.

Le parole sono semplici. La risposta, invece, potrebbe richiederti più tempo del previsto: dipende da quanto spazio ti sei concesso, negli ultimi anni, per ascoltarti.

La vita che stai vivendo è davvero quella che desideri?

Una vita perfetta non esiste, e raggiungere tutti gli obiettivi immaginati anni fa non è la misura della felicità. I desideri cambiano, i progetti si interrompono, alcune strade ci portano altrove.

La domanda che mi interessa è più semplice e più profonda: quando apri gli occhi al mattino, senti di avere una direzione? Oppure hai l’impressione che le giornate ti scorrano davanti e che il tuo compito sia soltanto quello di arrivare a sera?

Forse conosci quella sensazione.

Ti alzi, ti prepari, affronti gli impegni, rispondi alle richieste degli altri. Risolvi un problema, ne compare un altro. Cerchi di fare tutto nel modo migliore. E quando finalmente trovi qualche minuto di silenzio, una domanda ti attraversa la mente: «E io? Dove sono, in tutto questo?».

Se ti è capitato, sappi che abbiamo già qualcosa in comune.

Per molti anni ho cercato di comprendere che cosa permetta a una persona di migliorare davvero la propria esistenza. Ho osservato persone, ascoltato storie, studiato metodi, sperimentato strumenti. E soprattutto ho imparato che le grandi trasformazioni raramente cominciano con un gesto straordinario.

Molto più spesso iniziano con un momento di sincerità.

Succede quando riconosci una frase che continui a ripeterti: «Ci penserò quando avrò più tempo». Intanto cambiano le stagioni, gli impegni prendono il posto di altri impegni e la promessa resta dov’era. Quella sera, però, potresti aprire un quaderno e domandarti quale gesto sarebbe possibile già domani.

Diffido delle promesse secondo cui sarebbe sufficiente pensare positivo. La vita è troppo complessa per ridurla a una formula rassicurante. Ci sono difficoltà che non abbiamo scelto, perdite che non possiamo cancellare, responsabilità che non possiamo abbandonare. E ci sono momenti nei quali il passo più coraggioso è semplicemente chiedere aiuto.

Ma c’è una possibilità che merita di essere esplorata: anche quando non possiamo scegliere tutto ciò che ci accade, spesso possiamo scegliere almeno una parte di ciò che faremo dopo.

È da questa possibilità che nasce il metodo APPO.

Quattro parole: Aspirazione, Problema, Progetto, Opportunità.

Non lasciarti impressionare dalla parola metodo. Non ti sto proponendo una formula magica né una disciplina complicata. Vorrei offrirti un modo per fare ordine nei pensieri, riconoscere ciò che conta e trasformare un’intenzione in un’azione.

L’Aspirazione ti aiuta a capire dove vuoi andare.

Il Problema ti invita a osservare con onestà ciò che ti ostacola.

Il Progetto ti accompagna nel passaggio dal desiderio ai fatti.

L’Opportunità ti insegna a guardare la realtà con occhi più attenti.

Le quattro parole stanno in una riga. Imparare a usarle nella vita richiede tentativi, correzioni e una certa benevolenza verso i propri limiti.

In queste pagine incontrerai situazioni che forse riconoscerai: la stanchezza di chi corre tutto il giorno senza sentirsi arrivare da nessuna parte; la paura di cominciare; il rimpianto per ciò che si è rimandato; la gioia discreta di una promessa mantenuta a se stessi.

Vorrei aiutarti a ritrovare la persona che sei, con le sue possibilità ancora inesplorate. Per crescere non occorre recitare la parte di qualcun altro.

In alcune pagine troverai inviti a scrivere; potrai riprenderli con calma, anche dopo l’ascolto. In altre basterà osservare una giornata con maggiore attenzione. Ci saranno persino momenti in cui il lavoro più importante sarà fermarti su una domanda e lasciare che la risposta trovi il suo tempo.

Ti propongo anche un piccolo patto.

Non leggere questo libro per darmi ragione. Leggilo per verificare che cosa possa essere utile alla tua vita. Metti alla prova i suggerimenti, adattali alle tue circostanze, lascia andare ciò che non funziona e conserva ciò che ti aiuta a crescere.

Soprattutto, non misurare il tuo valore dal numero delle cose che riesci a fare.

Il tuo valore viene prima dei tuoi risultati.

Se alla fine di questo viaggio avrai imparato a dedicare qualche minuto a ciò che desideri davvero, a riconoscere un problema senza esserne schiacciato e a compiere con fiducia il prossimo passo possibile, allora avremo fatto insieme qualcosa di importante.

E forse, un giorno, guardandoti indietro, scoprirai che la tua nuova vita non è cominciata con una rivoluzione.

È cominciata quando hai deciso di non rimandare più l’incontro con te stesso.

Con amicizia,

Marco Costanzo

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Il coraggio di scegliere la propria vita — https://miglioramento.com/come-iniziare/il-coraggio-di-scegliere-la-propria-vita/lettera-al-lettore/