7 La dissociazione scientifica e il corpo di dolore

Metodo APPO: benvenuta nuova vita! — Marco Costanzo · sezione 11 di 32

“Le emozioni sono come il vento:
non possiamo controllarle,
ma possiamo decidere
dove navigare.”

Seneca

La dissociazione scientifica è il secondo degli strumenti del metodo APPO che puoi imparare a padroneggiare e che cambierà il modo in cui gestisci le tue emozioni.

Questa tecnica consiste nell’esaminare ogni tua esperienza emotivamente dolorosa come farebbero degli scienziati che osservano un fenomeno in laboratorio, senza giudicare o esserne coinvolti personalmente. Questa “finzione” ti aiuterà a prendere le distanze dagli automatismi delle tue reazioni abituali. La tua vita è un continuo sperimentare situazioni nuove ma, grazie a questo stratagemma, questa volta lo potrai fare prendendo il totale controllo degli eventi avversi.

Applicare la dissociazione scientifica significa sviluppare l’abilità di ricostruire mentalmente, nelle situazioni che ti provocano forti emozioni, la storia di ciò che ti sta accadendo e di analizzare le tue reazioni come se a compierle fosse un estraneo. Diventando un osservatore esterno della tua vita mitigherai gli impatti emotivi e, conseguentemente, reagirai in modo più equilibrato e razionale. Questo approccio può essere particolarmente utile nelle situazioni di stress o quando ti trovi di fronte a scelte difficili.

Avere la possibilità di sterilizzare gran parte delle emozioni negative è possibile se si interviene tempestivamente. Se non sei stato bravo ad individuare le prime fasi del raptus emotivo attivare comportamenti virtuosi sarà più difficile. La dissociazione scientifica non mira a reprimere le emozioni ma a fornire uno strumento per comprenderle e gestirle in modo efficace. Attraverso questo metodo, puoi lavorare sulla consapevolezza di te e sullo sviluppo di strategie adattive.

Ovviamente se durante una situazione critica stai sperimentando tremori, tachicardia, nausea o sudorazione eccessiva allora sarà difficile recuperare il controllo ma, se ti rendi padrone di questa tecnica, puoi analizzare ogni problema improvviso e entrare in una modalità tale da contrapporre un’adeguata contromisura alla reazione istintiva.

Puoi, e devi, arrivare ad avere una maggiore confidenza con il tuo corpo e con la tua mente. Hai il dovere di imparare a usarli entrambi per il tuo miglior risultato in termini di utilizzo del tempo che hai a disposizione.

Non esiste emozione negativa che non possa essere sterilizzata se riconosciuta e analizzata con gli strumenti adeguati. D’altro canto le emozioni sono sempre mutevoli. Nessuno è sempre felice o sempre triste. Nessuno è sempre arrabbiato o disgustato. Anche nella peggiore delle situazioni lo scorrere del tempo tende a porre rimedio al nostro impeto emotivo ma se riusciamo a trovare gli antidoti ai veleni che circolano nel nostro corpo e nella nostra mente, avremo meno effetti deleteri e potremo dire di non aver sprecato un altro giorno della nostra vita. Di grandissimo aiuto nel controllo delle nostre emozioni è saper distinguere cos’è in nostro potere modificare e cosa non è sotto la nostra sfera d’influenza. Ad esempio, il 99% delle lamentele è inutile perché parliamo di cose su cui non abbiamo alcun ascendente diretto. Sì, anche quel rigore che non c’era e che l’arbitro ha assegnato contro la tua squadra del cuore non è un problema, è un dato di fatto incontrovertibile che devi accettare come tale. Perdere le tue energie imprecando contro una situazione spiacevole non cambia quella situazione ma toglie a te momenti di felicità.

Quando inizi a provare un’emozione negativa puoi subito correre con la mente alla meravigliosa preghiera della serenità di Reinhold Niebuhr:

«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso,e la saggezza per conoscere la differenza.»

Se non siamo sereni ogni nostra decisione può risultare fortemente sbagliata e causa di grande sofferenza, soprattutto per noi.

Quando si parla di stati d’animo negativi e delle loro nefaste conseguenze non possiamo non considerare il concetto di corpo di dolore. Il corpo di dolore è molto importante ed è legato alle specifiche emozioni negative che hai sperimentato nel tempo passato della tua vita. Come insegna Eckhart Tolle, il corpo di dolore è una manifestazione del disagio interiore che hai e che si nutre delle reazioni di altre persone o, viceversa, un disagio di altri che cercano di nutrire il loro corpo di dolore con uno scontro con te. Diventa fondamentale, quindi, prendere atto di questo aspetto e iniziare a lavorare per sciogliere il bagaglio di dolore che sicuramente compromette la qualità della tua vita.

Quando qualcuno ti attacca è fondamentale visualizzare due entità: chi hai di fronte e il corpo di dolore che abita in lui e che lo rende un essere primitivo.

Se riesci a conquistare la serenità fornita dal distacco realizzato con la dissociazione scientifica anche le sofferenze che creano il tuo corpo di dolore saranno più facili da gestire.

Tutti abbiamo un corpo di dolore, un’entità separata, ma che alberga in noi, che archivia le esperienze negative che abbiamo vissuto e che può crescere e influenzare pesantemente il nostro comportamento se non viene riconosciuta e gestita correttamente. Gestire il corpo di dolore significa innanzitutto riconoscere il momento in cui si attiva, capire quali sono gli inneschi che lo fanno emergere e quindi sviluppare una strategia per diminuirne la carica. Può essere utile osservare le proprie reazioni durante situazioni di stress: il modo in cui il corpo si tende, il tono della voce, il ritmo del respiro. Quando ti senti attaccato da parole specifiche, dal tono della voce di quella persona che ha scelto di maltrattarti senza un motivo, il tuo corpo di dolore reclama il suo spazio in vari modi.

Esempi di corpi di dolore sono le sofferenze accumulate, i conflitti irrisolti, i risentimenti non espressi. In altre parole sono nodi emotivi non identificati in precedenza che vanno sciolti gradualmente attraverso la consapevolezza e il lavoro interiore che comprende l’autoanalisi, il perdono e l’accettazione. Dopo l’individuazione dei nodi o dei blocchi emotivi specifici, è possibile cominciare un processo cicatrizzante che potrebbe includere il dialogo terapeutico, alcune tecniche di rilassamento o la meditazione.

Quando due persone che hanno corpi di dolore molto ingombranti si incontrano, spesso generano una sinergia negativa che può rendere difficile la gestione delle emozioni e il superamento dei conflitti. Secondo te, tutti i tifosi che vanno a guardare la partita dal vivo vogliono solo godersi lo spettacolo o tra loro ci può essere qualcuno che va allo stadio solo per menare le mani? Il corpo di dolore, come se fosse un essere indipendente da noi, vuole arrecare sofferenza e nutrirsi del dolore altrui. Questa entità cerca continuamente di provocare le altre persone affinché attivino a loro volta il corpo di dolore latente. Se pensi a qualche persona meschina, che ti perseguita da sempre ed è capace di farti soffrire, pensa a quanto è semplicemente incapace di far morire di fame quel suo mostro interiore che si nutre delle tue emozioni negative. Per questo motivo diventa prezioso apprendere i modi efficaci per disinnescare queste dinamiche disfunzionali sia nel caso tu sia un provocatore sia nel caso tu subisca le provocazioni altrui. Un primo passo consiste nel creare consapevolezza reciproca degli schemi di dolore e delle reattività di ciascuno.

Con questa presa di coscienza viene meno il ciclo automatico di stimolo e risposta e si apre la possibilità di una relazione più compassionevole e supportiva.

È qui che si inserisce la dissociazione scientifica come antidoto efficace contro la tendenza a reagire emotivamente in modo sproporzionato. Applicare questa tecnica significa prendersi un attimo per osservare più obiettivamente ciò che accade all’interno di noi senza giudicarci e ritardare le reazioni verso l’esterno per dar tempo di sganciarsi dalle risposte più istintive.

Adottando questo approccio diventa possibile decomprimere le emozioni e permettere ai nostri pensieri di prendere una direzione più razionale e costruttiva.

E tu, che corpo di dolore hai? Riflettici un attimo. Magari, nei momenti di silenzio, impara ad ascoltare la tua mente. Quali sono le voci che senti? Quali sono i frammenti di memoria che emergono insistentemente? Sono questi gli indizi, le tracce lasciate dal tuo corpo di dolore. Accoglierli, in questa fase, è il passo più importante: non rigettarli, non fuggire da essi, ma piuttosto osservali con compassione e curiosità scientifica.

Il corpo di dolore può manifestarsi anche con dolore cronico, stanchezza, problemi digestivi, mal di testa e altri sintomi che portano sofferenza all’individuo. Altre volte si manifesta con emozioni negative ricorrenti: rabbia, tristezza, paura e senso di colpa. Schemi di pensiero limitanti, convinzioni negative su se stessi e sul mondo sono altri aspetti del corpo di dolore che possono renderti infelice, ansioso e depresso. Questo malessere che alberga negli stati più reconditi della mente, che a volte viene scambiato per carattere, ostacola enormemente la tua realizzazione personale e la tua felicità.

Quando impariamo a conoscere le nostre emozioni e a viverle nel presente, il corpo di dolore inizia a dissolversi. Quando invece permettiamo alle emozioni negative di agire per conto nostro nutrendole con le emozioni negative dei nostri simili, allora alimentiamo la nostra sconfitta. Alcuni individui amplificano a tal punto il corpo di dolore da arrivare a provare odio profondo per la vita gioiosa. Se credi che la felicità non debba appartenere solo agli altri e che possa essere il frutto di tue azioni coerenti, allora puoi lavorare con il metodo APPO alla comprensione e all’eliminazione del tuo corpo di dolore riconquistando la felicità sperimentabile in questo mondo. Quando sei consapevole delle tue emozioni, puoi iniziare ad accettarle ed esprimerle in modo sano. Parlane con un amico o un familiare, scrivi in un diario, fai attività fisica e impara a perdonare. Il perdono è il processo che ti libera dalla rabbia e dal risentimento che ristagna dentro di te. Oltre a perdonare gli altri ricorda che è molto importante riuscire a perdonare te stesso per le colpe che ti attribuisce il tuo severo giudice interiore.

Il processo di liberazione dal corpo di dolore può essere lungo e difficile, ma possibile. Se raccogli tutte le informazioni in grado di definire il tuo passato e se hai riconosciuto come estranei degli atteggiamenti che non erano in linea con la tua bontà d’animo allora puoi identificare, da solo o con un Appo personal trainer, quali influenze hanno su di te queste pregresse sofferenze dell’anima.

Solo quando pratichi la dissociazione scientifica correttamente queste tue percezioni smettono di essere confusionarie e cominci a vedere con maggiore chiarezza la distinzione tra te e il tuo corpo di dolore. Non sei più intrappolato nelle grinfie di un’identità sofferente; piuttosto, diventi un testimone qualificato di quella sofferenza. Riuscirai così a svincolarti dalle stesse emozioni che ti hanno trattenuto. Ogni momento diventa un’opportunità per scegliere consapevolmente la pace anziché l’agitazione, la comprensione al posto del giudizio, l’accettazione invece della negazione.

Con la pratica della routine delle domande del mattino e della sera e la perseveranza, potrai liberarti da questo peso e vivere una vita più piena e appagante.

Un altro elemento che devi considerare è la paura di fallire che genera sofferenza anticipata. Questa può farti sviluppare un corpo di dolore che si manifesta in forme di procrastinazione, autocritica e bassa autostima.

Quando il dolore diventa invalidante e ti condiziona al punto di impedirti una buona qualità della vita occorre immediatamente parlarne con il tuo medico curante ed attivare una consulenza adeguata.

Per praticare bene la dissociazione scientifica un consiglio utile è quello di aumentare la tua conoscenza delle tecniche di meditazione.

La meditazione ha il potere di mettere in stand-by la parte del nostro cervello che lavora costantemente su quelli che percepisce problemi da risolvere. Praticare venti minuti di meditazione al mattino e alla sera, soprattutto nei periodi di maggiore stress, ti permetterà, dopo un periodo iniziale di assestamento, di sperimentare quella calma necessaria ad affrontare la vita con lucidità.

Ricordati che le emozioni positive sono sicuramente il tuo più grande patrimonio. Ciò che rende unica la vita è proprio la possibilità di sperimentare la felicità, la gioia e il benessere. Non essendo più uomini primitivi, le emozioni negative non dovrebbero più avere la loro funzione di protezione, ma ancora oggi, purtroppo, dominano molte nostre scelte.

Rendersi conto di quanto queste influenzino la tua vita è il primo passo, come dice Erich Fromm, per dare alla luce te stesso.

Mi auguro che tu possa sperimentare quotidianamente l’importanza della dissociazione scientifica ogni volta che provi un dolore non fisico e capire come questo strumento ti aiuterà a ritrovare e confermare la tua essenza vera, oltre il velo delle emozioni e delle preoccupazioni quotidiane. La pratica continua e consapevole si rivela sempre il più grande alleato per una vita serena e centrata sulle priorità affettive e sui valori personali.


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