5 – La navigazione: una metafora per la vita

Metodo APPO: benvenuta nuova vita! — Marco Costanzo · sezione 9 di 32

“La metafora è una lente
che ci permette di vedere
il mondo da una
nuova prospettiva.”

Mark Turner

Come vedi oggi la tua vita? Puoi paragonarla a una galleria d’arte? A un libro? Forse la paragoni a una maratona senza fine? Oppure somiglia a un intricato labirinto, dove ogni decisione può condurti a un nuovo percorso o a un vicolo cieco? La metafora più appropriata per vivere meglio è quella della navigazione con una imbarcazione che affronta il mare in ogni condizione atmosferica e che cerca di evitare gli scogli ed altri pericoli.

Utilizzare la metafora del viaggio in mare è molto comodo perché questo espediente ti consente di contemplare un po’ tutte le situazioni in cui un essere umano viene a trovarsi.

Prima di tutto, alla nascita, possiamo immaginare come ognuno sia dotato di una imbarcazione differente. C’è chi ha una zattera, chi ha un motoscafo e chi un veliero robusto e maestoso. La nostra “nave” è determinata da un intreccio di fattori genetici, familiari, culturali e patrimoniali che influiscono sulle potenzialità iniziali del nostro viaggio. Le menti meno preparate pensano che la qualità della vita dipenda dalla fortuna iniziale. Questo è vero solo in parte. Il tipo di possibilità alla nascita può influenzare enormemente il tipo di viaggio ma, se stai leggendo questo libro, hai sicuramente un margine di discrezionalità reale per influenzare la tua navigazione. È vero che alcuni partono con il vento in poppa e altri devono remare con forza contro correnti avverse ma le difficoltà esistono per tutti. La vita ci mette di fronte a numerose tempeste, alcune delle quali possono sembrarci troppo forti per essere superate ma è il nostro atteggiamento a fare la differenza. Come i capitani più esperti, se impariamo a conoscere meglio il nostro vascello utilizzeremo ogni risorsa proficuamente e raggiungere la nostra destinazione sarà molto più semplice.

La metafora della navigazione ci aiuta a capire che è nostra la responsabilità del tipo di viaggio da intraprendere. Possiamo accontentarci di pescare nelle acque vicino al porto dove siamo ormeggiati e badare alla nostra sopravvivenza oppure possiamo osare avventurarci in acque sconosciute, esplorare nuove rotte e scoprire ciò che si cela oltre la linea dell’orizzonte. Certamente quest’ultima opzione porta con sé più rischi ma anche la possibilità di grandi scoperte e ricompense.

E comunque è rischioso anche rimanere solo ormeggiato nel porto perché, proprio come per le barche, il nostro organismo ha bisogno di manutenzione e se non ci procuriamo le giuste risorse, rimaniamo suscettibili ad un degrado che un giorno non riusciremo a contrastare. Siamo esseri progettati per imparare, adattarci e superare ostacoli, dunque affidarci alla staticità ci conduce a un’esistenza povera e priva di significato.

Come in alto mare occorre rimanere sempre vigili, così nella vita è necessario essere attenti e pronti a ogni possibile svolta o ostacolo. Sia che si tratti di prendere una decisione critica o di cogliere un’opportunità improvvisa, stare al comando della nostra nave richiede saggezza e coraggio. Bisogna imparare a leggere le stelle per orientarsi, interpretare i segni del tempo per prevedere tempeste, e a gestire la rotta equipaggiati di tutto il necessario per la lunga navigazione. Con pazienza, possiamo costruire legami sinceri con altri navigatori, condividendo conoscenze e supporto reciproco. In questo oceano inesplorato che è la vita, ogni esperienza fortifica o distrugge il nostro scafo, affina la nostra rotta e arricchisce il nostro viaggio quando capitalizziamo ciò che impariamo.

Non sarà sempre possibile veleggiare in acque tranquille e ai giorni di clima sereno si può immaginare che seguiranno quelli tempestosi. Il metodo APPO aumenta l’abilità nel gestire la nave in condizioni avverse. Le capacità che acquisiamo nel tempo, gli strumenti e tecnologie che impariamo a maneggiare, il modo in cui gestiamo le sfide che la vita ci pone davanti possono essere casuali o metodiche. Se scegli le routine proposte in questo libro vuol dire che vuoi essere l’artefice del tuo destino. Le tecniche e le metafore che stai scoprendo ti aiuteranno a mantenere uno spirito curioso e aperto nei confronti delle novità. Ma come l’esempio della navigazione può aiutarci a tendere alla felicità tutti i giorni? La felicità giornaliera è personale e variabile proprio come la ricerca di nuove terre in un viaggio per mare. Per qualcuno è il sapore del caffè al mattino, un abbraccio appassionato di una persona amata o l’aiuto dato a degli sconosciuti. Ognuno deve lavorare alla propria personale definizione di felicità come il capitano deve decidere quale rotta è più fruttuosa.

Con il metodo APPO diventa un’opzione possibile sperimentare sempre più frequentemente una gioia che deriva da scelte di navigazione compiute razionalmente. Attraverso un percorso autoguidato puoi realizzare le condizioni affinché la tua vita sia abitata da un senso di appagamento e benessere costante. Puoi accumulare esperienze significative, sviluppare lunghi attimi di gioia interiore e relazioni autentiche con gli altri. Coltivando l’ottimismo, praticando la gratitudine per quello che già possiedi, e spingendo i tuoi limiti oltre quello che consideri possibile, puoi raggiungere una felicità autentica e duratura, se impari a leggere “le carte” di navigazione. Inizierai a comprendere che ci saranno tempi di successi e altri di fallimenti ma che potrai affrontarli tutti con uno straordinario senso di pace interiore dato dalle tue azioni intenzionali. La realizzazione personale e l’essere in armonia con se stessi e gli altri diventa così la bussola che guida il nostro viaggio. Ci permette di andare controcorrente quando necessario e di saper godere della corrente quando è a nostro favore. Ogni giorno ci offre le sue lezioni e le sue meraviglie. La capacità di mantenerci aperti e ricettivi può trasformare anche il più ordinario dei giorni in un’avventura memorabile, se affiniamo le nostre tecniche non convenzionali. Tu hai a cuore la realizzazione scientifica dei tuoi desideri e l’ottenimento di una soddisfazione prolungata oppure vuoi accontentarti di piaceri superficiali e momentanei? Raggiungere la vera felicità richiede uno sforzo di consapevolezza che ci permetta di arrivare al significato profondo di come spendere ogni nostro giorno.

Per la maggior parte del tempo, ci infiliamo in routine che non ci fanno evolvere e creiamo alibi per gli obiettivi che non abbiamo raggiunto. Mentre i bambini, in condizioni di normalità, sono naturalmente inclini a trovare occasioni di benessere psicofisico soprattutto quando sono con i coetanei, gli adulti perdono questa capacità. Tendiamo a sostituire il concetto di benessere con quello di piacere momentaneo e spesso compiamo azioni che inconsapevolmente ci preparano un futuro di sofferenze e infelicità. Facciamo l’esempio delle dipendenze da cibo spazzatura, alcool o sigarette. La sensazione di immediato piacere ceduta da queste sostanze in grado di modificare la chimica del nostro cervello procura inevitabilmente sofferenze dovute agli effetti deleteri della loro assunzione.

Durante il nostro percorso di vita sviluppiamo un sistema di autoeducazione che ci permette di imparare quali sono le risposte più efficaci agli stimoli esterni. Questo sistema però è fallace e spesso copiamo i comportamenti dei nostri simili senza alcuna forma di ragionamento logico. Possiamo dire che, come specie, siamo davvero poco più evoluti dei nostri antenati primitivi. Il metodo APPO, se applicato correttamente, contrasta l’uso irrazionale che facciamo delle nostre risorse interne ed esterne. Ci permette di costruire una rete di valutazioni in merito a ogni nostra azione e le rende funzionali a obiettivi che scegliamo in maniera logica.

I nostri sistemi di riferimento interni sono legati al piacere, al dolore e anche al piacere del dolore, come vedremo in seguito. Chi vuole sperimentare una felicità di lungo periodo deve lavorare su se stesso per l’eliminazione delle dipendenze e per la costruzione di nuove consapevolezze.

Per quanto riguarda la tua felicità esistono solo due situazioni oggettive: o vivi già nella condizione ideale o devi lavorare per ottenerla.

Se sei nella condizione ideale dovrai provvedere alla “manutenzione” del tuo veliero, nell’altro caso dovrai interagire con l’ambiente esterno e trovare le risorse per costruirlo e metterlo in mare.

La vita, con le sue innumerevoli curve e cambiamenti imprevedibili, insegna che l’adattabilità è una qualità indispensabile per sperimentare con successo la complessità dell’esistenza.

Essere realisti e al contempo ottimisti è il mantra che dovrebbe guidare ogni scelta e ogni sforzo nell’esplorazione a volte tortuosa del cammino della vita.

Poiché la società spinge spesso verso l’accumulo di successi superficiali, è tuo compito cercare una felicità più autentica che si basa sulla crescita e sul contributo che puoi dare agli altri. La chiave sta nel trovare quell’equilibrio che riempie davvero la vita, privo di ostentazioni vuote. Significa costruire abitudini che rispecchiano l’immagine nuova che hai di te. L’autorealizzazione che porta alla felicità passa per la soluzione dei problemi. Se non vivi già nella nostra condizione ideale devi diventare capace di dare una definizione dettagliata degli ostacoli che si frappongono tra te e quell’isola felice su cui vuoi approdare.

Questo metodo consente di vivere con proattività gli eventi, anziché in una condizione di reazione costante.

La previsione e l’anticipazione diventano alleati nel tuo quotidiano. Se ogni giorno usi la tecnologia delle domande del mattino e della sera e se hai un piano ben delineato di ciò che vuoi ottenere con la “lettera a me stesso”, puoi influenzare il corso delle tue giornate in maniera significativa.

Questo tipo di mentalità orientata agli obiettivi ti permetterà di mettere in pratica le strategie delineate, risolvere le situazioni più complesse e cogliere le opportunità nel momento in cui si presentano.

Ora quindi prova a lavorare su te stesso. Quanto è forte la tua imbarcazione? È pronta per le tempeste che potrebbero scuoterla durante il percorso o hai bisogno di rafforzare la sua struttura? La tua energia, così come la tua nave, va alimentata e ha bisogno di cure e manutenzione regolari. Quotidianamente puoi rafforzare la tua esposizione al mondo esterno con sempre maggiore attenzione ai dettagli. Quanto conosci l’isola che per te rappresenta la felicità? Non è sufficiente averne un’idea vaga; è fondamentale comprenderne gli aspetti concreti e le peculiarità. Individuare la tua isola della felicità significa renderla tangibile e raggiungibile attraverso azioni specifiche e obiettivi chiari. Come Ulisse, anche tu devi pianificare il viaggio con cura ed essere pronto a superare gli ostacoli che si presenteranno. Prepara il tuo equipaggio interiore: la forza di volontà, la passione e la determinazione sono alleati fondamentali.

Coltiva la presenza mentale, perché ti aiuterà a rimanere centrato nell’adempimento delle tue aspirazioni.

Sviluppa il pensiero divergente e impara a costruire metafore potenti che possano guidarti lungo il percorso accidentato della vita.

Quando la tua imbarcazione attraccherà sulla tua isola della felicità dovrai essere pronto a scendere e camminare sulla spiaggia sapendo però che il viaggio non finisce mai e che non puoi sederti sugli allori. Devi essere sempre a guardia del tuo progetto di vita, devi ritoccarlo e adattarlo alle condizioni mutevoli, rimanendo capace di leggere ogni mutamento della realtà esterna.

Scoprirai con il metodo APPO che non ci sono soltanto questioni da risolvere, ma opportunità da cogliere. L’attitudine positiva e la concezione ottimistica che acquisirai rispondendo alle domande intenzionali saranno il vento che spingerà le tue vele e il timone per seguire la rotta che tu avrai deciso di impostare, godendoti il viaggio giorno dopo giorno.


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© 2023 Marco Costanzo — metodo APPO · Tel. 340 49 31 860 · CC BY-NC-ND 4.0 · Libro stampato su Amazon

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