Ti è mai capitato di arrivare a sera e pensare: ho fatto un sacco di cose, ma quella che contava non l’ho finita? Hai controllato il telefono per un attimo e ti sei ritrovato venti minuti dopo a guardare video. Hai iniziato i compiti e ti sei perso tra messaggi e notifiche. Non è colpa tua. Il cervello di tutti funziona così: si distrae. La buona notizia è che si può allenare, come un muscolo.
Qui ti faccio vedere come farlo con un’app gratis, Super Productivity, e con un metodo semplice che si chiama APPO. Non ti serve sapere niente prima. Ti spiego tutto da zero.
Che cos’è Super Productivity
È un’app per organizzare le cose da fare e misurare quanto tempo ci metti. La puoi usare sul computer, sul telefono e anche dal browser, senza pagare e senza creare un account. Funziona anche senza internet, perché tutto resta sul tuo dispositivo.
È tre cose in una: una lista di cose da fare, un cronometro che parte quando lavori, e un diario che alla fine ti dice dove è andato il tuo tempo. Ti serve per i compiti, per studiare per una verifica, per un progetto, per lo sport.
Chi l’ha fatta e perché è gratis
Dietro non c’è una grande azienda. C’è una persona sola. Si chiama Johannes Millan, uno sviluppatore tedesco che ama la produttività e il software libero. Ha iniziato a crearla perché non trovava un’app che mettesse insieme lista, cronometro e collegamento con gli strumenti che usava per lavorare. Dal 2016 è diventato uno strumento usato da migliaia di persone.
Il progetto vive di donazioni e aiuto di chi lo usa. Non c’è trucco: non ti fa pagare dopo 14 giorni. Resterà sempre gratis e aperto.
Cosa vuol dire aperto? Vuol dire open source. Il codice, cioè le istruzioni che fanno funzionare l’app, si può leggere da tutti. È come una ricetta pubblicata online: chiunque può controllare che non ci siano ingredienti strani. Per questo non ti spia, non vende i tuoi dati, non ti chiede account. Più di 19 mila persone l’hanno messa tra i preferiti su GitHub. Non vuole tenerti dentro per farti vedere pubblicità. Vuole sparire mentre lavori, così ti concentri meglio.
Il metodo APPO, in 2 minuti
APPO sono quattro lettere. Ognuna è una domanda da farti la mattina. La sera ne fai altre quattro per vedere com’è andata.
A sta per Aspirazione: qual è la cosa più importante che vuoi vedere finita oggi, entro sera?
P sta per Problema: cosa potrebbe distrarti?
P sta per Progetto: cosa farai se arriva la distrazione?
O sta per Opportunità: quando puoi lavorare senza essere disturbato, e chi ti può aiutare?
Al centro c’è l’Unico Risultato. È la cosa più importante della giornata. Una sola. Se la finisci, la giornata è riuscita. Deve essere scritta in modo che la sera tu possa dire sì, l’ho fatto, oppure no. Non devo studiare, ma devo finire gli esercizi di matematica da pagina 42 a 44.
La sera ti dai un voto da 1 a 10 alla giornata. Nel libro si chiama QuDiVi, ma tu puoi chiamarlo semplicemente il voto della giornata.
A: scegli la tua cosa più importante
La mattina apri l’app e guarda la lista di oggi. Scegli una cosa sola.
In Super Productivity puoi creare un progetto. Un progetto è come una cartella: scuola, sport, musica. Dentro ci metti le attività. Per esempio, nel progetto scuola metti finire gli esercizi di matematica.
Evita tre errori. Primo, se è troppo vaga non ti aiuta. Voglio essere più bravo non è una cosa da fare oggi. Secondo, se l’hai scelta perché te l’hanno detta gli altri, ma a te non interessa davvero, la testa scapperà. Chiediti: se nessuno lo sapesse mai, lo vorrei ancora? Terzo, se la scrivi in negativo non funziona. Non voglio perdere tempo al telefono non ti dice dove andare. Meglio: leggere 20 pagine del libro.
Dove si trova di solito la cosa più importante? Spesso è quella importante ma non urgente. Quella che nessuno ti ricorda, ma che ti cambierebbe la giornata se la finissi. Le cose urgenti, invece, sono quelle che urlano: notifiche, messaggi. Se segui sempre le cose urgenti, non fai mai quelle importanti.
P: cosa ti potrebbe distrarre
La seconda domanda è: cosa, oggi, rischia di portarmi via da questa cosa?
Il cronometro ti aiuta a capirlo. Quando lavori, il tempo viene contato su quella attività. Se ti allontani, l’app te lo chiede al ritorno: era una pausa, era un’altra cosa, o lo ignoro?
Ci sono due tipi di distrazioni. Quelle da fuori: una notifica, un messaggio, un amico che ti chiama. E quelle che nascono dentro di te: la noia perché il compito è noioso, la fatica perché è difficile, un pensiero che ti preoccupa, un compito lasciato a metà, la voglia di vedere una notifica nuova.
Spesso la metà delle volte che ci interrompiamo siamo noi stessi. E questa è una bella notizia: se il problema parte da te, la soluzione è in mano tua.
Per tre giorni prova a osservarti. Ogni volta che lasci la tua cosa importante, scrivi nelle note: che ore erano, dove eri, cosa ti ha distratto, come ti sentivi prima. La sera rileggi. Potresti scoprire: tra le 16 e le 17, quando i compiti diventano difficili, apro i video tre volte. Quella frase è già mezza soluzione.
Perché il cronometro è così importante? Perché ti fa vedere la verità. Noi pensiamo che una cosa duri 20 minuti e invece dura 90. Con il diario alla fine della settimana non devi indovinare: hai i numeri.
P: cosa farai quando arriva la distrazione
La terza domanda è la più furba: se succede, cosa farò?
Non devi decidere quando sei già distratto, perché in quel momento è troppo tardi e scegli la cosa più facile. Devi decidere prima, quando sei tranquillo. È come preparare una risposta in anticipo.
Questa risposta si chiama scudo. Ha sempre questa forma: se succede questo, allora faccio quello. Se apro il telefono mentre studio, allora lo metto in un’altra stanza e scrivo la voglia su un foglio. Se un amico mi chiama mentre faccio i compiti, allora gli dico che lo richiamo alle 18 e metto in pausa il cronometro. Se non capisco un esercizio, allora faccio solo il primo passaggio, il più piccolo possibile.
In Super Productivity lo scudo diventa una regola dell’app. Togli le notifiche, fai partire il cronometro insieme alla tua cosa più importante. Puoi usare il Pomodoro: 25 minuti di lavoro e 5 di pausa, oppure 50 e 10. Quando il timer parte, è legato a quella attività e conta il tempo da solo.
Fai uno scudo alla volta. Uno alla settimana. Ripetilo la mattina ad alta voce. Quando ti viene automatico, ne aggiungi un altro. E tieni un jolly per tutto: se mi accorgo di essere altrove, allora faccio un respiro, dico torno alla mia cosa, e torno.
O: trova il tuo momento migliore
La quarta domanda è: quando posso lavorare senza essere disturbato, e chi mi può aiutare?
Il tuo cervello non è uguale a tutte le ore. C’è chi è più sveglio la mattina e chi la sera. Non esiste un orario perfetto per tutti. Devi scoprirlo tu. Per una settimana prova a segnarti quattro volte al giorno quanto ti senti lucido, da 1 a 5. Alla fine vedrai il tuo momento d’oro.
In Super Productivity quel momento diventa un blocco protetto. Apri il calendario dentro l’app, scrivi un appuntamento con te stesso, con il nome della tua cosa più importante. Non lo sposti per un messaggio.
Non devi essere concentrato otto ore. La concentrazione vera dura poche ore al giorno, due o tre fatte bene valgono più di otto ore distrattamente. Proteggere il tempo da solo è difficile. Chiedi aiuto a chi ti sta intorno. Di’ a chi vive con te: dalle 16 alle 17 faccio la cosa più importante. Concordate un segnale: cuffie, porta chiusa. Offri lo stesso aiuto in cambio.
Durante il blocco, fai pause che ti ricaricano: ogni 25 o 50 minuti alzati, muoviti, guarda fuori dalla finestra, bevi acqua, rileggi la tua cosa più importante e riparti. Non prendere il telefono.
La sera: il voto e la revisione
La sera chiudi il cerchio. Prima di tutto il voto: da 1 a 10, com’è andata la giornata? Solo il numero.
Poi ti fai quattro domande. Ho finito la mia cosa più importante? Cosa mi ha distratto, e quante volte sono tornato concentrato? Quale scudo ha funzionato, e quale aggiungo domani? Cosa ho imparato oggi su di me?
In Super Productivity questa revisione dura due minuti. Apri il riepilogo. Vedi quanto tempo hai passato su ogni cosa, quanto avevi pensato e quanto ci hai messo davvero. Se avevi pensato due ore e ne hai messe tre e mezza, la prossima volta lo sai.
Non misurare i tuoi progressi da quante volte ti sei distratto. Ti distrarrari sempre, come tutti. Misurali da quante volte sei tornato, e da quanto tempo ci hai messo a tornare. Ogni ritorno è come una ripetizione in palestra.
Per finire
Super Productivity e APPO si incontrano su un’idea: l’attenzione si allena, non si compra. L’app ti dà un posto calmo e privato dove la tua cosa più importante è visibile, le distrazioni sono scritte, le risposte sono pronte e il momento migliore è protetto. Il metodo ti dà le quattro domande da farti ogni giorno.
L’app è fatta da una persona che la usa ogni giorno, è aperta, è gratis per sempre e non vuole rubarti tempo. Il metodo non ti promette che non ti distrarrari mai più. Ti promette una cosa più vera: imparerai a scegliere una cosa sola e a tornarci ogni volta che la testa scappa.
Provala per sette giorni. Ogni mattina una cosa importante, una distrazione prevista, una risposta pronta, un momento protetto. Ogni sera un voto e un diario onesto. Dopo una settimana capirai perché non è un’app in più, ma un modo per diventare indistraibile, un ritorno alla volta.

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